lunedì, Febbraio 26, 2024
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Vortice polare e la rottura improvvisa! Impatto devastante sul clima. Le conseguenze sono incedibili!

Importante novità da segnalare: si è verificata un’improvvisa frattura del vortice polare, anticipando il suo collasso già a partire dal mese di dicembre. Nel corso del passato, le ondate di freddo, neve e le condizioni meteorologiche invernali sono spesso state influenzate dal comportamento e dall’evoluzione di questa figura atmosferica cruciale, anche in considerazione della tendenza climatica al riscaldamento.

Per essere più precisi, stiamo parlando di una massiccia struttura ciclonica che può essere concepita come un’ampia area di bassa pressione. All’interno di questa struttura, si accumula tutta l’aria fredda generata in modo continuo nella calotta artica. Tale aria fredda trova sfogo attraverso i centri depressionari diretti verso sud, raggiungendo persino l’Italia e portando con sé condizioni meteorologiche avverse e un significativo calo delle temperature.

Vortice polare
Vortice polare: la rottura porterà un’ondata di freddo anomalo

Quali sono gli effetti di questo fenomeno

Il comportamento del vortice polare non segue sempre lo stesso andamento. Per esempio, se il vortice è robusto e compatto, il freddo rimane confinato nel Polo Nord, determinando sull’Italia un clima stabile, caratterizzato da alta pressione e aria mite. Tuttavia, quando il vortice polare attraversa una fase di instabilità, gli effetti possono variare in intensità. A volte, il vortice può letteralmente frammentarsi in due o più parti, spostandosi con il suo carico di aria fredda e instabile verso sud.

Quando ciò avviene o il vortice si indebolisce, aumenta significativamente la possibilità che ondate di freddo raggiungano anche la nostra Penisola. La spaccatura del vortice polare è causata dall’afflusso di correnti notevolmente più calde, un evento che viene chiamato tecnicamente “split del vortice polare“, indicando la divisione letterale del vortice stesso.

Vortice polare: situazione e tendenza

Le temperature hanno subito un repentino calo al di sopra del Mar Glaciale Artico, promuovendo l’evoluzione di un primo nucleo di aria estremamente fredda sopra l’area artica. Questo nucleo rappresenta il fulcro o la base del nascente vortice polare stratosferico.

È necessario prestare massima attenzione già dalla prossima settimana, verso la fine di novembre, quando un lobo del vortice polare si separerà dirigendosi verso l’Europa centrale e l’Italia. Le ragioni di questa svolta possono essere attribuite alla configurazione emisferica prevista nei prossimi giorni: l’anticiclone azzorriano, con il suo improvviso spostamento verso l’Islanda e la Groenlandia, causerà la cosiddetta rottura del vortice polare, conosciuta anche come Split Polare. Questo evento comporterà una destabilizzazione del vortice stesso, con una parte di esso che si sposterà verso sud, influenzando l’Europa fino al Mediterraneo.

Questa situazione porterà un’aria notevolmente fredda per il periodo, con temperature che potrebbero scendere fino a -10/-12°C alla quota isobarica degli 850 hPa, che corrisponde a circa 1500 metri di altitudine. Tale massa d’aria è in grado di provocare una vera e propria irruzione invernale già a partire dal 27 novembre. Se le previsioni saranno confermate nei prossimi giorni, potremmo assistere alla prima ondata di gelo invernale in Italia entro la fine del mese.

È necessario monitorare attentamente l’evoluzione della situazione nei prossimi giorni per conferme e valutare l’intensità dell’aria gelida che si dirige verso le nostre latitudini. Presto condivideremo ulteriori dettagli sulle potenziali implicazioni di questo fenomeno, non solo in Europa ma anche in Italia.

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