UNA VIAGGIATRICE PER CASO: TORMENTA DI NEVE

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Premetto che è tutto frutto della mia fantasia, luoghi o personaggi citati li invento.

Tranne io che parlo in prima persona e scrivo.Questa pandemia mi ha lasciato delle riflessioni e spesso mi sono immaginata davvero di vivere un lungo viaggio, la mia vita va bene cosi come è ma ho cercato di dare voce a qualcosa che mi risuona familiare e che ho percepito dalle persone che ho incontrato in questi due anni.Per questo immagino un viaggio e lo descrivo come meglio posso, attingendo a cio’ che so e che conosco.

Spero qualcuno si ritrovi in questo.

Barbara.

il giorno della tormenta

Caro diario sono due giorni che siamo fermi io e Aiko, ci ha sorpresi una bellissima tempesta di neve qui.

Siamo in un rifugio a 2765 m, ci ero stata da bambina ma non ricordavo quanto potesse essere suggestivo trovarsi in mezzo ad una tempesta di neve improvvisa e vederla così da vicino è davvero emozionante.

I vetri tremano e il tetto sembra volar via, il vento ulula come un lupo alla luna ma dentro l’atmosfera è delle più familiari che si possano trovare.

Ci sono pochi turisti per lo più stranieri e poi i due proprietari che la gestiscono, persone giovani con una forte motivazione.

In questi luoghi lontani dalla vita mondana serve una motivazione enorme, altrimenti rischi di deprimerti.

Aiko è sdraiato vicino al camino con la sua amica Daisy, un Husky femmina dal pelo rosso e gli occhi color del cielo.

Sarà dura riportarlo via quando partiremo.

Intanto i proprietari mi hanno dato un lavoro fino a che decido di restare, a prescindere dalla tormenta: la stagione qui ha inizio e hanno bisogno di persone volenterose.

Devo dire che i miei anni di gavetta come barista e cameriera stanno dando i loro frutti: rimettermi in gioco non è mai stato un problema e nessun posto migliore dove ripartire è meglio di un rifugio a conduzione familiare.

Alla sera dopo aver finito di pulire e preparare per le colazioni mi fermo accanto al fuoco fino a che non diventa cenere, e penso che ho davvero aspettato troppo ad affrontare questa avventura.

riflessioni

Certo ho lasciato indietro delle cose, alcune irrisolte ma se mai deciderò di tornare forse le ritroverò li.

I libri non mi mancano, sto rileggendo Wilde una storia davvero appassionante che, guarda un po’ mi rispecchia anzi potrei averlo scritto io, la protagonista chiude la sua vita fatta di sacrifici, perdite e delusioni dietro di se e parte per attraversare un percorso di quattromila km, tra montagne, foreste e incognite tutto in solitaria.

Ogni pagina, uno specchio.

Sai anche ora che fuori non si vede nulla e domani probabilmente saremmo sommersi di neve, riesco a vedere la meraviglia di questo momento.

Per la prima volta dopo tanto esserci stata per tutto e tutti, ci sono io.

Io sono la mia priorità.

Spesso ho pensato che chi intraprende viaggi come questo scappa da qualcosa, e che le cose vanno affrontate.

Ma ora, qui nel silenzio totale dove davvero non ho nessuna possibilità di confronto se non con me stessa capisco che a volte per poter affrontare le cose è bene prendersi il tempo di capire come agire.

Aiko riemerge dal suo sonno, darei qualsiasi cosa per avere la sua delicatezza nello sbadigliare(rido), io non sono così delicata.

Mi verso ancora una tazza di caffè e penso che forse potrei fermarmi qui qualche giorno e poi ripartire.

Tanto nessuno mi aspetta e non ho scadenze.

Adesso mi godo la tormenta, domani è un altro giorno.

Continua..