UNA VIAGGIATRICE PER CASO: DOVE IL TEMPO SI E’ FERMATO

METEOORSOBIANCO

Premetto che è tutto frutto della mia fantasia, luoghi o personaggi citati li invento.

Tranne io che parlo in prima persona e scrivo.Questa pandemia mi ha lasciato delle riflessioni e spesso mi sono immaginata davvero di vivere un lungo viaggio, la mia vita va bene cosi come è ma ho cercato di dare voce a qualcosa che mi risuona familiare e che ho percepito dalle persone che ho incontrato in questi due anni.Per questo immagino un viaggio e lo descrivo come meglio posso, attingendo a cio’ che so e che conosco.

Spero qualcuno si ritrovi in questo.

Barbara.

 

QUATTRO GIORNI DOPO LA TEMPESTA

Caro diario ,

La Tempesta è durata quattro giorni, durante i quali siamo rimasti chiusi nel rifugio senza poter uscire.

Il generatore ha fornito l’elettricità necessaria, ma per fortuna cibo e legna non sono mancati.

Oggi Elio e Sara, i padroni di casa sono fuori con alcuni degli ospiti che si sono offerti di spalare la neve davanti alla porta: si parla di almeno due metri di soffice e morbida neve caduta in 72 ore.

Aiko e Daisy sono fuori anche loro ma si sa gli Husky sono nati in zone dove la neve e il freddo regnano per mesi.

Io sto osservando tutto dallo spazio che mi sono ricavata da un lucernario nella mia stanza in soffitta da dove nemmeno a dirlo ho potuto godermi tutta la tempesta.

Per fortuna ho pensato ad un certo punto ho deciso di restare al rifugio, se fossimo rimasti nei boschi a dormire in tenda mi avrebbero trovata la prossima primavera, ben conservata sotto una montagna di neve.

Scherzi a parte, adoro le tempeste ma ovvio vederle al riparo non è come trovarsi in mezzo.

Il sole è alto ma fa freddo credo che ora tutto in torno gelerà, ma basta che si riesca a togliere il grosso per poter uscire in caso di emergenza.

Tutti si danno da fare, e io oggi sono di turno in cucina.

Polenta e cervo, ci sta.

RICORDI D’INFANZIA

La ricetta di mio padre che ricordo era un vero fanatico delle carni selvatiche ma molto ben lavorate.

Il soffritto, mi diceva, il segreto è tutto li.

 

Far rosolare bene tutto con qualche foglia di alloro e poi bagnare con un buon vino, lascia cuocere il tempo necessario e servi con la polenta rigorosamente nel paiolo.

Non c’è pericolo, qui al rifugio il tempo si è fermato.

Utensili da cucina e vettovaglie sono come quelle di un tempo, l’acqua la si prende da un pozzo, il latte viene munto, Elio e Sara cucinano con le erbe di stagione e fanno loro il formaggio che poi vendono ai turisti.

Solo il vino se lo fanno portare da un viticoltore veneto, e da qui riaggancio le mie origini.

Qui è come un viaggio nel tempo.

Si vive di cose semplici, di quello che offrono le montagne e la natura, cacciano per la sopravvivenza e non per esibire un trofeo.

Le persone sorridono anche se non ti conoscono, chi viene qui in vacanza vien per ritrovare modalità di vita perdute nel benessere di oggi.

Elio e Sara hanno ancora entrambi i nonni, che li aiutano nella gestione: Ines la nonna di Sara fa la pasta fresca mentre Luigina la nonna di Elio lavora ancora a maglia e confeziona calzettoni e guanti per gli escursionisti che vogliono salire in vetta.

Tutto questo mi mancherà, ma appena possibile ripartirò verso la mia meta.

Che a dirla tutta non so nemmeno quale sia, ma come si dice ciò che conta è il viaggio.

Ho fatto il caffè, non ci crederai ma anche quello qui ha un profumo e un sapore diverso.

Un viaggio nel tempo, un viaggio per riscoprire o per scoprire dal nuovo quanto di più bello la vita può offrirci.

Aiko secondo me farà fatica ad andarsene, ma credo che anche lui abbia compreso lo scopo di questa avventura.

In fondo è la mia anima gemella da più di una vita.

Continua…