lunedì, Dicembre 4, 2023
HomeClimaUltimatum climatico: il conto alla rovescia di CO2 che potrebbe cambiare tutto

Ultimatum climatico: il conto alla rovescia di CO2 che potrebbe cambiare tutto

In un mondo che si muove freneticamente, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change ha lanciato un avvertimento che non può e non deve essere ignorato: il nostro pianeta ha un “budget di carbonio” residuo di soli 250 miliardi di tonnellate di CO2 se vogliamo mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C rispetto ai livelli pre-industriali. Questo limite ci lascia meno di sei anni di emissioni al ritmo attuale prima di esaurire il nostro “conto in banca” climatico.

La ricerca, condotta da un team internazionale di scienziati del clima, mette in luce la stretta finestra temporale che abbiamo per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico. Con le emissioni globali che si aggirano attorno ai 40 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, il tempo per agire è ora. Il 2023, quasi concluso, ci lascia con un margine ancora più ristretto per invertire la rotta.

Il concetto di zero netto emerge come un faro nella tempesta: bilanciare le emissioni di gas serra con azioni che rimuovono la CO2 dall’atmosfera. Tuttavia, la sfida è monumentale. Le emissioni di CO2 hanno raggiunto livelli record negli ultimi dieci anni, con un aumento del riscaldamento indotto dall’uomo di oltre 0,2 °C per decennio. La concentrazione di CO2 atmosferica ha toccato il picco di 424 ppm nel maggio 2023, un salto drammatico rispetto ai livelli pre-industriali.

Il calcolo del budget di carbonio è un puzzle complesso, influenzato dalla presenza di altri gas serra come il metano e dall’incertezza sul comportamento del nostro pianeta di fronte al riscaldamento accelerato. Robin Lamboll, autore principale dello studio e ricercatore presso l’Imperial College di Londra, sottolinea che, nonostante l’incertezza, è probabile che il riscaldamento si stabilizzi con il raggiungimento di zero emissioni nette. Tuttavia, scenari alternativi potrebbero vedere il riscaldamento continuare a causa di fattori come lo scioglimento dei ghiacci e i cambiamenti nei modelli di circolazione oceanica.

Il conto alla rovescia di CO2 deve fare paura?

L’ottimismo è cauto, con Lamboll che non esclude la possibilità di un raffreddamento sostanziale che potrebbe iniziare prima del raggiungimento dello zero netto, grazie all’aumento del carbonio immagazzinato negli oceani, nelle foreste e nel suolo. Ma questo non è motivo per rallentare gli sforzi.

Il vertice sul clima delle Nazioni Unite, la COP28, previsto a Dubai, si avvicina con l’urgente necessità di affrontare queste sfide climatiche. I leader mondiali si troveranno di fronte alla responsabilità di negoziare accordi internazionali che possano effettivamente combattere il cambiamento climatico. Lamboll sottolinea che rimanere al di sotto di 1,5°C richiederà uno sforzo politico estremo e una buona dose di fortuna nella risposta della Terra.

La situazione è chiara: abbiamo una scelta da fare e un limite da rispettare. Il budget di carbonio è un campanello d’allarme che ci ricorda che ogni tonnellata di CO2 emessa ci avvicina al punto di non ritorno. Le decisioni che prendiamo oggi, come individui e come collettività, determineranno la vivibilità del nostro pianeta per le generazioni future.

In conclusione, il messaggio dello studio è inequivocabile: il tempo per azioni decise e coordinate è scaduto. Ogni ritardo, ogni esitazione, ci porta più vicini a un mondo in cui i 1,5 °C di riscaldamento non saranno solo una linea guida, ma un traguardo mancato, con conseguenze che potrebbero rivelarsi irreversibili. La scienza ha parlato; ora tocca alla politica, all’economia e alla società civile rispondere con la stessa urgenza.

RELATED ARTICLES

Most Popular

Recent Comments