TRADIZIONI E LEGGENDE DI OGNISSANTI

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NELLA TRADIZIONE LA SERA DI OGNISSANTI SI APPARECCHIA LA TAVOLA E SI IMBANDISCE UNA CENA SONTUOSA

Questo per far sì che quando le anime dei defunti ritornano per una notte sulla terra abbiano di che sfamarsi.

Le varie leggende e storie tra quelle antiche celtiche e la più vicina al carnevale, Halloween degli americani non sono poi così lontane dalle tradizioni che abbiamo qui in Italia.

In Calabria il gesto di svuotare la zucca e metterci una candela per illuminare la via ai cari estinti è stata poi ritrovata o ripresa appunto dagli americani nella notte di Halloween.

Sono leggende e tradizioni, sono storie e riti pagani le possiamo definire in molti modi, ma la giornata del 1 e 2 novembre viene celebrata, nel mondo con piccoli gesti, amuleti, costumi o semplicemente portando fiori e lumini al cimitero.

Personalmente ho adottato la più folkloristica tradizione americana, ripresa dagli antichi celti.

Le zucche intagliate, l’atmosfera di mistero, le leggende di streghe e defunti che tonano per chiudere con il passato.

Antichi riti magici, portali del tempo tutto questo rientra nel mio mondo.

Personalmente commemoro chi non c’è più ogni giorno, dedicandogli un pensiero a volte anche una lacrima, perciò queste giornate accentuano le mancanze ma allo stesso modo si trova una strada perché questa mancanza diventi una speranza di sentirli più vicini.

Perciò se una zucca può illuminare la via o ispirare una storia, se una notte magica e un portale si aprono e ci avvicinano perché no? Non dobbiamo denigrare o rifiutare il modo in cui i paesi e le persone tengono con se i propri cari.

In questo modo si combatte la paura e il distacco dai propri affetti.

E cosi con Halloween si avvicinano anche i bambini ad un tema piuttosto delicato come la morte di qualcuno che amiamo.

TRADIZIONI NELLE REGIONI

VALLE D’AOSTA

La notte tra il 1 e il 2 novembre si usa vegliare davanti ai fuochi e si lasciano sulla tavola delle pietanze per i morti. Si credeva infatti che, quella notte, i morti tornassero a visitare la casa dei vivi.

Per i valdostani non bisogna dimenticare questa abitudine, perché provocherebbe tra le anime un rumoroso tzarivàri (baccano).

PIEMONTE

Sempre la notte fra il 1 e il 2 novembre, la tradizione piemontese voleva che, nell’apparecchiare la tavola per la cena, si aggiungesse un piatto per il defunto che tornava a far visita ai vivi.

Sempre in Piemonte, nella Val D’Ossola, era uso lasciare le case dopo aver cenato, così da lasciarle vuote per i defunti che venivano in visita; il suono della campana segnava la riconciliazione con i defunti e il ritorno alle proprie case.

LIGURIA

Secondo un’antica tradizione ligure, il giorno dei morti si devono preparare i “bacilli” (fave secche) e i “balletti” (castagne bollite).

Nel passato, la vigilia del 2 novembre, erano i bambini che giravano di casa in casa per ricevere il “Ben dei morti”, fatto di fave, castagne e fichi secchi; poi dicevano le preghiere ed i nonni raccontavano loro leggende e storie paurose.

Per le altre regioni seguite il link

https://www.thinkdonna.it/festa-ognissanti-commemorazione-dei-defunti-tradizioni-italia.htm