STORIE DI NEVE: IL GUARDIANO DELLA NEVE

METEOORSOBIANCO
Vi era troppo rumore nel mondo
Non c’era più spazio per ascoltare i propri pensieri
Così una notte d’inverno prese a nevica Vi era troppo rumore nel mondo
Non c’era più spazio per ascoltare i propri pensieri
Così una notte d’inverno prese a nevicare
La bellezza della neve e la sua delicata accoglienza erano così regali che il mondo smise di urlare .
E io iniziai ad ascoltare
Barbara
Iniziano cosi i racconti di neve, le storie di Natale che ho nella mia testa da sempre.

Da oggi e per 25 giorni, ogni giorno una storia, un racconto aneddoti e curiosità sul periodo che amo di più al
mondo.
Parliamo dell’inverno e di tutto quello che c’è in questo immenso scatolone.
IL GUARDIANO DELLA NEVE
Era da un po’ che sognavo di vivere nel paese più freddo al mondo, nel tempo questo sogno ha assunto un significato speciale per me, ma allora ero piccola e i sogni non hanno sempre una chiave di lettura.
 
ma il freddo è sempre stato il mio motore l’unico elemento che mi fa amare questa vita terrena piena
 
di materialismo inutile.
 
La notte che vidi la neve ero alla finestra, il cielo aveva un colore che attraversava il surreale e il magico, sembrava giorno ed era notte.
 
Non so perchè, non ricordo come mai rimasi ore affacciata ad una vecchia finestra di legno che mi rimandava da lontano una fitta pineta, uno scorcio di lago e un pezzo di strada.
 
La mia attenzione era tutta per il lampione, vecchio e stanco che ogni notte con la sua luce sbiadita ma fedele lo accompagnava fino al mattino.
 
Mi piaceva pensarlo come un vecchio saggio, messo li a guardia di noi poveri umani distratti dalla vita, troppo occupati a nutrire le ferite e i dolori anzichè guarirli.
 
Il lampione ha sempre fatto luce, nel buio, mentre piove, quando c’è vento e anche mentre dormiamo: per questo lo vedevo davvero come un guardiano.
 
E quella sera era li, fedele al suo ruolo ed era li per me.
 
I piccoli timidi fiocchi iniziarono a scendere, lenti e impercettibili.
 
All’inizio davvero non capii cosa fossero, e nemmeno ricordo bene a cosa stessi pensando perchè da subito mi sembro’ una magia.
 
 
 
Sapevo che la neve esisteva, l’avevo vista da lontano sulle montagne ma non avevo mai assistito al suo miracolo.
 
Dopo poco,presero a scendere  fiocchi piu grandi, sempre più grandi e più veloci.
 
Sembravano tante ballerine di danza classica contornate da lucciole luminose .
 
Da quel momento cio’ che avevo dentro si manifestava davanti ai miei occhi.
 
Occhi di bambina e crescendo è ancora cosi che la guardo.
 
Tante volte si pensa che siano le persone a salvarci, invece ci salviamo da soli e lei è sempre arrivata quando ne avevo più bisogno.
 
La neve da allora è parte di me, in me.
 
Lei fedele amica del saggio “lampione guardiano”( a proposito è ancora li al suo posto), raccontano ogni volta una storia di magia.
 
Nelle sere d’inverno dove l’aria è tagliante esco ancora sul balcone, anche se non sono più una bambina e non mi affaccio da una vecchia finestra di legno, li vedo lo stesso.
 
La neve, fredda e spattacolare balsamo dell’anima e delle anime che si sono perdute in caos troppo grande.
 
Arriva sempre.
 
Non quando puo’, ma quando deve.
 
#storiedineve
 
Barbara
 
 
re
La bellezza della neve e la sua delicata accoglienza erano così regali che il mondo smise di urlare .
E io iniziai ad ascoltare
Barbara
Iniziano cosi i racconti di neve, le storie di Natale che ho nella mia testa da sempre.
Da oggi e per 25 giorni, ogni giorno una storia, un racconto aneddoti e curiosità sul periodo che amo di più al
mondo.
Parliamo dell’inverno e di tutto quello che c’è in questo immenso scatolone.

IL GUARDIANO DELLA NEVE

Era da un po’ che sognavo di vivere nel paese più freddo al mondo, nel tempo questo sogno ha assunto un significato speciale per me, ma allora ero piccola e i sogni non hanno sempre una chiave di lettura.

ma il freddo è sempre stato il mio motore l’unico elemento che mi fa amare questa vita terrena piena

di materialismo inutile.

La notte che vidi la neve ero alla finestra, il cielo aveva un colore che attraversava il surreale e il magico, sembrava giorno ed era notte.

Non so perchè, non ricordo come mai rimasi ore affacciata ad una vecchia finestra di legno che mi rimandava da lontano una fitta pineta, uno scorcio di lago e un pezzo di strada.

La mia attenzione era tutta per il lampione, vecchio e stanco che ogni notte con la sua luce sbiadita ma fedele lo accompagnava fino al mattino.

Mi piaceva pensarlo come un vecchio saggio, messo li a guardia di noi poveri umani distratti dalla vita, troppo occupati a nutrire le ferite e i dolori anzichè guarirli.

Il lampione ha sempre fatto luce, nel buio, mentre piove, quando c’è vento e anche mentre dormiamo: per questo lo vedevo davvero come un guardiano.

E quella sera era li, fedele al suo ruolo ed era li per me.

I piccoli timidi fiocchi iniziarono a scendere, lenti e impercettibili.

All’inizio davvero non capii cosa fossero, e nemmeno ricordo bene a cosa stessi pensando perchè da subito mi sembro’ una magia.

Sapevo che la neve esisteva, l’avevo vista da lontano sulle montagne ma non avevo mai assistito al suo miracolo.

Dopo poco,presero a scendere  fiocchi piu grandi, sempre più grandi e più veloci.

Sembravano tante ballerine di danza classica contornate da lucciole luminose .

Da quel momento cio’ che avevo dentro si manifestava davanti ai miei occhi.

Occhi di bambina e crescendo è ancora cosi che la guardo.

Tante volte si pensa che siano le persone a salvarci, invece ci salviamo da soli e lei è sempre arrivata quando ne avevo più bisogno.

La neve da allora è parte di me, in me.

Lei fedele amica del saggio “lampione guardiano”( a proposito è ancora li al suo posto), raccontano ogni volta una storia di magia.

Nelle sere d’inverno dove l’aria è tagliante esco ancora sul balcone, anche se non sono più una bambina e non mi affaccio da una vecchia finestra di legno, li vedo lo stesso.

La neve, fredda e spattacolare balsamo dell’anima e delle anime che si sono perdute in caos troppo grande.

Arriva sempre.

Non quando puo’, ma quando deve.

#storiedineve

Barbara