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Settembre 2023: l’Europa nella morsa del caldo inatteso

Il 2023 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui il caldo ha deciso di non prendersi pause. Dopo un’estate torrida, settembre non ha dato tregua, con l’Europa che ha continuato a registrare temperature al di sopra delle medie storiche. Questo caldo inatteso ha colto molti di sorpresa, mettendo a dura prova le infrastrutture e la resilienza delle persone.

Un settembre da record

Mentre molti speravano in un rinfresco autunnale, settembre ha sorpreso tutti. Paesi come Austria, Belgio, Francia, Germania, Polonia e Svizzera hanno visto le loro termometrie salire a livelli mai registrati per questo mese. Queste nazioni hanno sperimentato un settembre che ha superato ogni precedente record di calore.

La Francia, ad esempio, ha visto una media di 21,5 gradi, ben 3,5°C sopra la norma del periodo 1991-2020. Questo dato ha superato il precedente record di caldo del 1949 di ben 1,2°C. Solo febbraio 1990 e agosto 2003 avevano mostrato anomalie termiche simili.

La Germania e il caldo inatteso

Anche la Germania non è stata da meno. Con una media di 17,2 gradi, settembre 2023 ha superato di 3,9 gradi il valore di riferimento del periodo 1961-1990. Rispetto alla media degli ultimi tre decenni, l’anomalia è stata di 3,4°C. Questi dati hanno eclissato i precedenti record di settembre 2006 e 2016. Tobias Fuchs, a capo della divisione clima e ambiente della DWD, ha sottolineato come queste temperature siano una chiara testimonianza del cambiamento climatico in atto.

Il Belgio ha registrato una media di 19°C, ben 4°C sopra la norma. Anche la Polonia ha vissuto un settembre torrido, con una media superiore di 3,6 gradi rispetto alla norma, battendo ogni record degli ultimi dieci anni.

Austria, Svizzera e la crisi dei ghiacciai

Austria e Svizzera non sono state esenti da questo caldo anomalo. Recentemente, il sistema di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri ha rivelato che, a causa delle elevate temperature estive e dello zero termico che ha superato i 4000 metri per lunghi periodi, il 10% del volume totale dei ghiacciai svizzeri si è sciolto negli ultimi due anni. Questa perdita è paragonabile a quella registrata in tre decenni tra il 1960 e il 1990.

Questi dati non sono solo numeri, ma rappresentano un campanello d’allarme per l’Europa e per il mondo intero. Il cambiamento climatico non è più una minaccia futura, ma una realtà con cui dobbiamo convivere. La necessità di azioni concrete e immediate per contrastare il riscaldamento globale diventa ogni giorno più urgente. Se settembre 2023 ci ha insegnato qualcosa, è che il tempo per agire è ora. La domanda che sorge spontanea è: quanto tempo ci vorrà prima che il caldo inatteso diventi la nuova norma? E come si preparerà l’Europa per affrontare queste sfide climatiche future?

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