SCALARE LA MONTAGNA RICHIEDE RISPETTO

SCALARE LA  MONTAGNA RICHIEDE RISPETTO
METEOORSOBIANCO

Oggi scrivo di una persona davvero super

Scrivere questa storia e tralasciare i dettagli di un incidente cosi importante, ma per rispetto a chi lo ha raccontato mille volte diro’ solo l’essenziale ma pongo l’attenzione invece sulla persona che nonostante il momento davvero buio di quel giorno non ha perso la voglia di vivere e si è reinventato.

 

Lo chiamerò Adrenalinico, che poi è il nome con cui me lo hanno presentato.

Classe 1967 mantengo l’anonimato per volontà sua perché la prima cosa che mi ha detto è

“Che i grandi sono altri e io ne ho conosciuti davvero” Fin dalla prima battuta si rivela essere una persona dalla personalità accesa e veloce, gentile e con tanta voglia di vivere.

Mi dice che è famoso per un brutto incidente avvenuto anni indietro, ma io non ne conosco la dinamica e lui mi racconta tutto.

Dice però che non aveva nessuna voglia ai tempi di rilasciare interviste perché davvero l’ha vista brutta.

Ma facciamo ordine.

Arrivo a lui tramite amici, perché io voglio raccontare la vita vera e le persone vere, quelle che della passione ne fanno la benzina per andare avanti in questa vita che davvero ci toglie anche l’aria.

Mi descrivono un uomo che ha fatto davvero i numeri in montagna, nel senso che attraversava qualunque cosa, e scalava pareti come se fossero strisce pedonali.

Una delle ultime scalate però lo ha colto di sorpresa e con lui un amico che sono stati travolti da una valanga nella zona di Baceno. (2008)

Salvato in extremis dal soccorso alpino di cui parla in termini solo di elogio,

quando è stato estratto a due metri sotto la neve aveva la temperatura di 31 gradi, arriva al pronto soccorso in grave ipotermia, ma ce la fa.

Ringrazia i soccorsi super tempestivi e L’ARVA un attrezzo che avevano con loro che per fortuna ha permesso la localizzazione esatta.

Da allora ha diluito le scalate ma non ha perso lo smalto e la passione.

 

Me lo hanno descritto come un “Flash Gordon” delle piste da sci,

ma poi parlando con lui al telefono è rimasto molto umile dicendo che i grandi sono altri. Lo ripete sempre.

Lui ha sempre e solo seguito il suo istinto e la passione che aveva e che ha conservato per la montagna.

E della montagna parla ancora con grande ardore, pur riconoscendo che non ha più vent’anni, ma la voce lo tradisce e ne percepisco la nostalgia. Fa ancora camminate e va sciare appena può, ma con meno adrenalina

Persona di una simpatia ed energia travolgente gli chiedo cosa fa nella vita è lì davvero mi stupisce.

“Pratico Tree Climbing, arrampicata su alberi e tengo corsi di formazione per imparare”

In pratica lui con il suo lavoro interviene laddove si verificano delle frane e si richiede l’intervento di abbattere degli alberi ma in sicurezza, lavoro che qui sul Lago nella mia zona svolge solo lui insieme al suo staff.

Infatti nelle recenti alluvioni il suo lavoro è stato davvero indispensabile per rendere sicure le strade dopo le frane.

Gli chiedo ancora della montagna e di cosa gli piace fare, e lui dice che ora molto meno ma della montagna ama tutto,

ha fatto anche sci estremo e da giovane non si risparmiava, ma ora le cose sono cambiate.

Ma la cosa che di lui colpisce è che parla di se come se non avesse fatto nulla di speciale,

e dice i grandi sono altri e mi fa nomi, mi parla di persone che mi racconteranno di sicuro esperienze vere.

Io mano a mano che lo sento parlare invece colgo che la grandezza sta dentro,

che il lavoro che svolge è importantissimo e che la passione per la montagna non si è spenta, ma dice anche che bisogna andarci valutando tutto.

Un tempo il vento era più prevedibile, ora è cambiato nel giro di due ore

senza che te ne accorgi dove prima c’era un prato verde puoi ritrovarti un manto nevoso, in poco tempo e viceversa.

Il suo grazie alle guide alpine è infinito ha davvero visto la morte in faccia e non lo dimentica, ma nemmeno ha smesso di amare la montagna.

il mio grazie a lui che si è offerto di portarmi in parete, per provarne l’ebrezza.

Non vedo l’ora.