lunedì, Febbraio 26, 2024
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Progressi climatici in vista: colloqui Usa-Cina positivi in vista della Cop 28

Colloqui Usa-Cina sul clima positivi? In un’era segnata da tensioni geopolitiche e sfide ambientali senza precedenti, un barlume di speranza emerge dalla diplomazia climatica. I recenti colloqui sul cambiamento climatico tra gli Stati Uniti e la Cina hanno portato a un raro momento di consenso tra le due superpotenze, segnando un passo avanti significativo verso la lotta globale al riscaldamento del pianeta. Gli inviati speciali Xie Zhenhua e John Kerry hanno concluso una serie di discussioni a Sunnylands, in California, con risultati che potrebbero influenzare positivamente l’imminente conferenza Cop28 di Dubai.

La dichiarazione congiunta rilasciata dal ministero cinese dell’Ecologia e dell’Ambiente ha rivelato un impegno per uno “scambio di opinioni globale e approfondito”, culminato in “risultati positivi” per la cooperazione bilaterale. La loro decisione di “agire di concerto” per il successo della Cop28 è un segnale promettente per il futuro delle politiche climatiche globali.

La Cina ha delineato ambizioni significative, mirando a raggiungere il picco delle emissioni di CO2 entro il 2030 e a ottenere la neutralità carbonica entro il 2060. Questi obiettivi sono particolarmente notevoli data la sua posizione di leader mondiale nella produzione di gas serra.

I colloqui Usa-Cina lasciano ben sperare per il futuro

In parallelo, il ministero cinese ha presentato un piano per la riduzione delle emissioni di metano, un potente gas serra che contribuisce in modo significativo al riscaldamento globale. Sebbene i dettagli specifici rimangano incerti, l’intenzione di Pechino di affrontare questo problema è un segnale positivo.

Gli Stati Uniti, insieme ad altri 150 paesi, hanno già preso l’impegno di tagliare le emissioni di metano del 30% entro il 2030. La Cina, nonostante non si sia ancora formalmente unita a questo impegno, ha mostrato segnali di progresso, soprattutto considerando il suo ruolo di principale produttore mondiale di metano, dovuto in gran parte all’estrazione del carbone. Insomma, i colloqui Usa-Cina sono andati bene e potrebbero portare a soluzioni positive.

Il disaccordo sul carbone rimane un punto di frizione tra Kerry e Xie. Mentre l’inviato americano per il clima insiste affinché il carbone sia al centro dei negoziati della Cop28, la Cina considera l’eliminazione graduale dei combustibili fossili come “irrealistica”. Tuttavia, le misure annunciate dalla Cina per riciclare il gas delle miniere di carbone e ridurre il gas flaring sono passi concreti verso la riduzione delle emissioni. Ha anche proposto linee guida per il riutilizzo di oltre l’80% dei rifiuti zootecnici, un’altra importante fonte di metano, entro il 2025.

Questi progressi sono segnali promettenti di un cambiamento di rotta nella politica ambientale globale. La Cop28 di Dubai si avvicina con l’aspettativa che questi dialoghi bilaterali si traducano in azioni concrete e in impegni rafforzati da parte di tutte le nazioni coinvolte. La sfida del cambiamento climatico richiede una risposta globale, e la cooperazione tra USA e Cina potrebbe fungere da catalizzatore per un’azione internazionale più decisa e coordinata.

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