Nevicata del 1985

Nevicata del 1985
METEOORSOBIANCO

 

E’ scesa la neve
a visitare la valle.
Giunge senza rumore.
Così scendono i sogni.
Guardiamola scendere.
Ha dita così dolci,
così lievi e sottili,
che sfiorano senza toccare.
(Gabriela Mistral)

 

A partire dal 4 gennaio, una massiccia ondata di gelo proveniente dall’artico russo (più precisamente dal mare di Kara) raggiunse il mar Mediterraneo, avanzando con estrema velocità.

Nevicata nella notte del 15 gennaio a Milano

L’ondata di gelo, in un primo momento, provocò estese nevicate su Toscana, Umbria, Marche, Lazio (Roma compresa), Campania e anche, in misura minore, in Pianura Padana (sebbene non si trattasse di fenomeni eccezionali per il clima dell’Italia Settentrionale). A causa dell’inversione termica e dell’effetto albedo, le temperature minime in Toscana ed Emilia-Romagna scesero anche al di sotto di -20 °C.

Successivamente, tra il 13 ed il 17 gennaio 1985, una depressione centrata sul mar di Corsica[2] provocò quella che (assieme alle altre che seguirono nei giorni successivi) è ancor oggi ricordata a Milano come la nevicata del secolo[3] o la nevicata dell’85, costituendo la nevicata più forte registrata a Milano nel XX secolo[4].

In una sola nevicata, che durò oltre 72 ore, caddero tra i 70 ed i 90 cm di neve. Il totale dei centimetri di neve caduti raggiunse livelli record: 20 centimetri a Genova, 30 a Venezia, 40 a Padova e Treviso, 50 a Udine e Vicenza, 60 a Biella, 80 a Bologna, 110 a Como, 122 a Varese, da 130 a 150 cm a Trento. A Milano, dopo 4 giorni e 3 notti di nevicata, il manto nevoso arrivava fino a 90 cm.[5][6] Nevicò addirittura a Cagliari e in tutta la Sardegna.

 

In realtà, l’ondata di gelo partì dal centro Italia e in un primo momento provocò delle nevicate eccezionali su Toscana, Umbria, Marche, Lazio (Roma compresa), Campania: mentre le prime nevicate dei primi di gennaio, al nord, furono assolutamente nella norma. Ma i “polentoni” ebbero giusto il tempo di prendere in giro “i romani” per il panico suscitato dai centimetri di neve caduti (Le temperature minime in Toscana ed Emilia-Romagna scesero anche al di sotto di -20 °C, e Roma rimase bloccata per giorni) quando si ritrovarono in casa la “nevicata del secolo”, che non fu solo un modo di dire, visto che fu la nevicata più forte registrata a Milano nel XX secolo.

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https://www.youtube.com/watch?v=hG4c65c-mwM

 

L’ondata di freddo eccezionale capovolse le sorti dell’inverno 1984. A livello stratosferico, un massiccio riscaldamento polare fece scivolare due noccioli di aria gelida, uno verso l’Europa Settentrionale, l’altro verso il Canada, con la complicità dell’Anticiclone delle Azzorre che si spinse fino all’Islanda e oltre la colata artica Europea, riuscendo ad arrivare alle nostre latitudini, dando luogo ad una lunga ondata di gelo, divisa in due fasi.Nella prima, dal 5 al 9 gennaio, l’aria gelida, in ingresso dalla porta della Bora, che soffiò sino a 100 km/h, riuscì a formare un minimo di bassa pressione tra Toscana e Lazio, con storiche nevicate a Firenze e Roma. La neve raggiunse, poi, la Campania e il resto del Sud, con accumuli sino a 25 cm sulle zone collinari di Napoli.
http://www.meteoweb.eu/2017/01/gelo-e-neve-in-italia-la-storica-nevicata-del-gennaio-1985/823453/