MITI E LEGGENDE DEL LAGO MAGGIORE

MITI E LEGGENDE DEL LAGO MAGGIORE
METEOORSOBIANCO

 

Un viaggio alla scoperta delle favole che circondano il Lago Maggiore.

Tra fate, laghi delle streghe e folletti,

gnomi e troll il Lago offre anche una parte di contorno magica che arricchisci il suo gia bel bagaglio di Natura e luoghi.

 Lago delle Fate Macugnaga

Nei pressi del lago si trova un’antica miniera abbandonata, la Miniera della Guia.

Secondo gli abitanti della zona in realtà non sarebbe del tutto abbandonata: ci lavorerebbero ancora gli gnomi che cercano oro per portarlo al lago dove viene consegnato nelle mani delle fatine in cambio di marmellata di more e mirtilli di cui sono particolarmente ghiotti.

Le fate ricamano i loro abiti con l’oro degli gnomi e, con gli avanzi, creano la polvere magica che serve per farle volare.

Prima di arrivare al Lago,

lago artificiale costruito per produrre energia elettrica, si attraversa un bosco dove negli alberi sono intagliati dei folletti. Ma per vederli devi crederci.


Lago delle Streghe Alpe Devero

https://www.ilparanormale.com/leggende-metropolitane/lago-delle-streghe/

Si racconta che molto tempo fa a valle vivesse una coppia di innamorati che con un po’ di sacrifici era riuscita a iniziare una vita spensierata e serena.

Con il passare del tempo però l’uomo iniziò a rivolgere le sue attenzioni verso un’altra ragazza e pian piano cominciò a trascurare la sua compagna per concedersi sempre più tempo con lei.
La giovane sposa piangeva disperata perché vedeva ogni giorno una parte del loro amore appassire e non sapeva come fare per riportare il suo amato a sé.

Un giorno, salendo i sentieri di montagna per raccogliere dei mirtilli, vide una donna molto anziana seduta sopra una roccia che filava la lana con un fuso: la ragazza non aveva molte amiche a valle tutto ciò che desiderava era qualcuno che ascoltasse la sua storia e che le desse un buon consiglio.
Quella vecchia emanava una strana aura di calma e pace e la fanciulla si fermò ad osservarla mentre lei filava.

Quando l’anziana si accorse di lei fu molto felice di far due parole e fu così che la ragazza si aprì con lei rivelandole il suo patire d’amore.
La vecchia ascoltò le parole della ragazza attentamente, senza mai interromperla e limitandosi ad annuire di tanto in tanto: poi, quando la fanciulla le chiese un consiglio su come fare per far tornare il suo amato da lei,

l’anziana le rivelò di essere una strega e di avere un patto da proporle per farle tornare il sorriso.
La fanciulla ascoltò con molto interesse, ma l’offerta che le fece la donna fu davvero bizzarra: se la ragazza avesse osservato il volto di un uomo che la avrebbe presentato la strega e fosse rimasta sempre della stessa intenzione di volere il suo amato,

allora lei avrebbe fatto un incantesimo per farlo tornare a casa.
La ragazza accettò il patto e la strega la condusse ad un grotta che si addentrava nella montagna. Al termine giunsero in una sala buia dove c’erano sedute altre due donne anziane intente a filare.

L’unico rumore che proveniva dalla grotta era lo scroscio dell’acqua di una fonte che formava due pozze identiche ai lati della stanza.
La strega invitò la fanciulla a guardare nella prima pozza e la giovane, timorosa, si sporse.

Riflesso nell’acqua vide il volto del giovane che amava, un ragazzo bellissimo che però in pochi istanti iniziò ad imbruttire e ad invecchiare.
Scioccata, la ragazza si tirò indietro, ma la strega la costrinse a guardare anche nella seconda pozza. Nell’acqua la ragazza vide un altro uomo, altrettanto bello e dal sorriso sincero a rincuorante.
La strega le disse che le due pozze mostravano i due tipi d’amore che possono riempire il cuore degli uomini: il primo, quello fugace e che appassisce,

è l’amore illuso di chi pur di non ammettere a se stesso i problemi con l’altra metà, si convince che essa l’ami, ma che purtroppo è effimero e non si può far nulla per mantenerlo vivo; il secondo, l’amore per gli dei che ci hanno offerto la vita e tutto ciò che ci circonda,

invece è duraturo e viene corrisposto sempre, anche se a volte può non sembrare.
Si dice che la ragazza, di fronte a quella triste verità, si convinse che l’uomo che ella credeva di amare non fosse meritevole delle sue lacrime e quel giorno ella si votò all’amore eterno, quello per la natura e gli dei.

Quando fece la sua scelta un getto prorompente riempì la grotta e magicamente il luogo svanì per lasciare spazio a quello che oggi viene chiamato “Lago delle Streghe”.

Castelli di Cannero

lago maggiore

http://www.lagomaggiore.net/blog/c-erano-una-volta-i-castelli-di-cannero/

Tre gli isolotti rocciosi di fronte Cannero Riviera. Due quelli che ospitano le fortezze costruite nel XII secolo circa. Si tratta dei Castelli di Cannero, simbolo per eccellenza del Lago Maggiore.

Spesso, avvolti dalla fitta nebbia, i Castelli paiono essere sospesi tra cielo e acqua.
Gli isolotti dove le fortezze trovano dimora celano storie e leggende antiche e affascinanti.