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L’INVERNO PREDETTO DAI CACHI:TRADIZIONE E FOLKLORE

L’INVERNO PREDETTO DAI CACHI:TRADIZIONE E FOLKLORE

Si tratta di detti e usanze èopolari.

Contadini e storie vissute che si tramandano di epoca in epoca.

Sta di fatto che anche i cachi predicono l’inverno.

Ci credete?

Vogliamo crederci?

Perchè no.Le app di una volta le trovavi direttamente sugli alberi oppure sotto terra.

Anche le cipolle hanno questo potere, ma parliamo di cachi.

DA DOVE PROVENGONO?

Dalla Cina.

ma è diffuso anche in Giappone, dove è molto comune ed è coltivato fin dall’antichità. Appartiene alla famiglia delle Ebanacee e il suo nome botanico è Diospyros kaki. L’origine del nome ècomplessa: kaki è l’equivalente del suono, in lingua giapponese, con il quale si designa sia l’albero sia il suo frutto. Da noi, si utilizza più comunemente la variante “caco” (in Sicilia, si pronuncia con accento finale, cachì), in Lazio lo chiamano cachino, in altre zone si usa anche il nome diospero o loto. Giunse in Europa alla fine del ‘700 grazie al direttore inglese del Giardino botanico di Calcutta, che ne portò alcuni esemplari nella madre patria.

fonte wikipedia

E come funziona allora questa previsione?

Pare che all’interno vi siano dei semi.

Non sempre si trovano, ma qualora foste fortunati tagliateli a metà e osservate il disegno davanti a voi.

Tre tipologie di previsione

  • se trovate il coltello l’inverno sarà freddo e gelido
  • con la forchetta avrete un inverno mite
  • se trovate il cucchiaio preparatevi a spalare la neve.

Allora non resta che andare al mercato o nei luoghi dove raccoglierli e prendere questi frutti.

Queste4 leggende popolari non hanno fondamenta scentifiche, ma non le sottovaluterei.

In fondo prima di google maps trovavamo le strade solo scrutando il cielo, la posizione del sole e delle stelle.

Quindi in tempi dove le certezze sono utopie pure, forse fare un passo indietro non fa male.

In ogni caso ricordare il folklore e le tradizioni contadine ci riporta un po’ alle vite che hanno condotto i nostri antenati, dove  il niente che avevano in realtà è molto di più del tutto di oggi.

Tradizioni e contadini, la terra e la natura , tutto cio’ che era qui prima di ogni evoluzione tecnologica ha dato sicuramente più informazioni di come conosciamo noi oggi la meteorologia e il suo funzionamento.

Certo l’avvento di computer e satelliti velocizza le informazioni  con numeri e dati più precisi.

ma mi hanno insegnato che niente è più vero della parola di un contadino, colui che ha davvero vissuto la terra, i suoi ritmi e il tempo.

Allora cosa aspettate? se avete uno di questi frutti a casa apritelo e fatemi sapere.