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L’ex Primo Ministro Thaksin svela il suo gioco: ritorno, arresto e il segreto nascosto dietro il suo ritorno

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Thaksin Shinawatra
Thaksin Shinawatra

L’ex primo ministro tailandese Thaksin Shinawatra, dopo un lungo periodo di latitanza all’estero, è finalmente ritornato in patria. Il suo ritorno è stato così eclatante e molto atteso che sembrava quasi un’entrata trionfale. Ma le circostanze che hanno accompagnato questo evento non sono di certo banali.

Thaksin è atterrato a Bangkok a bordo del suo sfarzoso jet privato, pronto a fare ritorno al suo paese. Ma appena ha messo piede sulla terra natia, è stato immediatamente arrestato. Sì, avete capito bene, arrestato! Numerose accuse penali pendevano su di lui e la giustizia thailandese ha deciso di farlo pagare per i suoi presunti crimini. Dopo essersi inchinato di fronte a un ritratto del re Rama X e aver reso omaggio con una ofrenda floreale, Thaksin è stato condotto in prigione a Bangkok. Una volta lì, è stato messo dietro le sbarre, come un comune criminale.

Thaksin Shinawatra: l’arresto immediato

Era già stata emessa una condanna nei suoi confronti in contumacia per corruzione. Ma molti dei suoi sostenitori sono convinti che questa condanna fosse stata orchestrata politicamente, per cercare di eliminarlo dallo scenario politico. Thaksin, infatti, era molto popolare tra le regioni settentrionali e nordorientali del paese, nonché tra i lavoratori di Bangkok.

Ma perché il suo ritorno è così eclatante? Beh, proprio nel momento in cui Thaksin fa il suo ingresso in patria, si stanno tenendo le elezioni per il nuovo primo ministro tailandese. E a rappresentare il suo partito, il Pheu Thai, c’è un candidato unico. Coincidenze? Non credo proprio!

C’è chi sospetta che il ritorno di Thaksin sia il frutto di un accordo politico, magari ottenuto grazie alla sua buona relazione con il re Rama X, quando quest’ultimo era ancora principe ereditario. E c’è anche chi ipotizza che questo accordo possa includere un indulto da parte del sovrano.

La vittoria alle ultime elezioni è stata una sorpresa per tutti, tranne che per i suoi sostenitori. Il partito Avanzar, che proponeva la cancellazione di una legge che aveva portato molte persone in prigione, ha ottenuto il primo posto. Ma sembra che i militari e l’élite abbiano scelto un’altra strada. Vogliono un partito fedele a Thaksin, a patto che si metta in gioco insieme ai partiti tradizionali.

Thaksin, durante la sua carriera politica, ha avuto un impatto significativo sulla Tailandia, sia in positivo che in negativo. Il suo impegno per migliorare le politiche pubbliche nelle regioni meno sviluppate del paese e per rendere l’assistenza sanitaria accessibile a tutti, ha scatenato tensioni con l’élite di Bangkok. Ma non è solo un politico, Thaksin ha anche una carriera di successo negli affari e ha persino posseduto il Manchester City.

Durante i suoi anni di esilio, ha vissuto tra Dubai, Londra e Singapore, ma ora è tornato, sperando in un accordo che possa risolvere la sua situazione personale e quella del suo partito. La sua famiglia è rimasta coinvolta nella politica, essendo sua sorella Yingluck Shinawatra attualmente in carcere e vivendo in esilio. Insomma, la saga dei Shinawatra continua e il ritorno di Thaksin promette scintille!