L’EGITTO E LA LUNA

L’EGITTO  E LA LUNA
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Dalla notte dei tempi la Luna affascina l’uomo.

E gli Egiziani con i loro riti, e le loro credenze della Luna ne hanno fatto un culto.

Il calendario egiziano si componeva di tre stagioni quattro mesi ognuna, per un complessivo titale di 360 giorni

fondamentale per le piene del Nilo e per l’agricoltura.

Per il popolo egiziano la Luna è sempre stata una musa, una dea un simbolo a cui riferirsi per l’andamento del tempo, per le profezie persino nel culto dei morti.

mito

Khonsu (o Kons, Khensu, Khons, Chons, Khonshu) è una divinità egizia appartenente alla religione dell’antico Egitto, dio della luna, del tempo, della guarigione e della giovinezza.

Il suo nome significa Viaggiatore e potrebbe riferirsi al viaggio della luna attraverso il cielo notturno

. Era anche il dio che misurava il passare il tempo, caratteristica condivisa con l’altro dio lunare Thot: mentre quest’ultimo determinava il tempo in generale, Khonsu era legato al tempo degli uomini.

Era inoltre parte della triade tebana insieme ad Amon e Mut di cui era considerato figlio

curiosità

l Dio Khonshu compare nell’universo fumettistico Marvel come salvatore e poi protettore e guida dell’antieroe Moon Knight. Il Dio della Luna appare per lo più in visioni e sogni al Cavaliere Bianco con sembianze umanoidi e con un gigantesco teschio rapace come testa ed è caratterizzato da una grande sete di sangue e vendetta.

la luna e le sue storie

Fin dai tempi più remoti la Luna fu portata agli onori degli altari e venerata dagli Egizi, dai Fenici, dai Persiani, dai Greci, dai popoli italici e dai popoli di tutto il mondo.

Il suo culto è presente anche se in modi diversi, presso tutte le culture e le antiche civiltà.

Gli etnologi infatti, sono riusciti a contare ben 1008 nomi diversi per indicare il nostro satellite.

Gli antichi Egizi l’adoravano col nome di Iside sul cui petto e sul capo era rappresentata una falce crescente Per gli Assiri ed i Babilonesi si chiamava Sin-Samas-Istharn.

Questo dio era considerato come l’astro che cresce e decresce creando se stesso.

Nella fenicia era molto diffuso il culto di Astarte, raffigurato con una falce di Luna sulla fronte.

Nel mondo classico i due figli di Latona: Apollo e Diana erano identificati col Sole e la Luna.

A Efeso la Luna era adorata col nome di Lucina. Essa era la dea della fecondità, avendo avuto cinquanta figli dal pastore Endimione, culto perciò particolarmente praticato dalle donne.

A Diana venivano offerti i doni della terra, cervi bianchi, arieti e buoi.

Nell’antica religione romana non mancavano i sacrifici umani sia a Diana che ad Artemide, dea della luce notturna, ovvero dea lunare.

Nel mondo romano Diana Lucina fu ufficialmente onorata fino al IV secolo dopo Cristo con la solenne processione notturna del 13 agosto, fatta da donne che tenevano in mano una torcia.

Durante il medioevo, la venerazione della dea venne ripetutamente investita dagli anatemi della chiesa e demonizzata.

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Veniva invocata fino a una cinquantina di anni fa in filastrocche che si ripetevano quasi invariate in numerosi paesi della Sardegna centrale. Le ragazze le recitavano sedute in cerchio e battendo le mani, oppure in girotondo ad occhi chiusi, dopo aver guardato la luna.

In Grecia il culto degli astri fu introdotto dal vicino Oriente , venne così adorata anche Selene, la Luna sotto forma di donna.

altre info al link qui sotto

https://www.astrogeo.va.it/astronom/pianeti/selenolo/curios.html