LA MONTAGNA DELLE FARFALLE

LA MONTAGNA DELLE FARFALLE
METEOORSOBIANCO

Nel 2018 ho perso mia mamma.

Dopo una lunga degenza dove l’ho assistita giorno e notte a casa, si è spenta con la mia mano nella sua.

Sono stati mesi e tempi molto difficili, ma alla fine la cosa che mi ha davvero rincuorato

è che ci siamo dette e date tutto quello che madre e figlia possono darsi.

Il dopo però è sempre il più difficile, la mancanza l’abitudine e svegliarsi e farle la colazione,

il vuoto della sua presenza importante in casa.

Dopo due mesi avevo assoluto bisogno di spaccare anche quell’ultimo legame.

Allora mi sono detta che riprendere quello che amo fare in assoluto mi

avrebbe dato una spinta per chiudere l’ultimo tassello di dolore.

Piancavallo ne, dove c’è la Croce dell’Avis e il rifugio degli Alpini.

Una camminata in solitaria in una mattina d’Agosto e per la prima volta.

Mi sono alzata e preparata una buona colazione, zaino con acqua e riserva di cioccolato,

scarponcini e sono partita.

Mi sono fatta accompagnare fino alla Cappella Fina, io ho la patente ma non guido e da lì ho imboccato il sentiero che per

1h e 45 minuti abbondanti mi ha fatto salire, scarpinare e attraversare la montagna.

Ero sola e davvero senza alcuna cognizione di cosa mi aspettasse ma ad ogni passo ad ogni salita,

vi assicuro ad oggi la più dura per la mia breve esperienza, ero certa che dovevo essere li.

Bosco meraviglioso che per un po’ mi ha riparata dal sole, qualcuno mi aveva raccontato che il sentiero in salita sarebbe stato duro anche perché molto stretto e pieno di sassi.

Pensare che è lo scenario di chi corre la Valle Intrasca che per chi non la conosce è la più famosa maratona podistica che si svolge qui,

svolgeva ad ora causa COVID è stata sospesa, ed è davvero un evento per la città di Verbania.

Comunque mentre salivo con fatica e guardavo il sentiero mi facevo forza perché pensavo a chi la fa correndo, insomma io ero lì senza orari,

circondata dal paradiso anche se faceva un caldo infernale, nel mio amato silenzio e con una visione impagabile.

Ogni tanto mi fermavo e mi sono resa conto che non ero sola.

Farfalle, piccole dolcissime farfalle che mi seguivano silenziose. Dicono che quando perdi qualcuno il suo spirito in montagna è rappresentato dalle farfalle, e ne avevo una in particolare quel giorno che si muoveva con me, mi fermavo si fermava mi alzavo e lei volava.

Fino a che si è posata su di me una volta raggiunta la vetta.

Mi fermo davanti ad una fontana ricavata nella roccia, incurante o meno se l’acqua sia potabile il richiamo della freschezza e della sete hanno il sopravvento e poi mi consola l’idea che in un posto così di inquinato può esserci solo l’animo umano.

L’ultimo tratto prima di scorgere la piana dove sorge il nuovo.

Rifugio Alpino è davvero duro, ma la vegetazione e le piante che vi assicuro fanno un lavoro eccezionale uniti alla vista, il breve e rigenerante soffio del venticello nelle zone d’ombra mi aiutano, anche perché arrivata lì non posso certo mollare.

La salita è dura davvero ma ad un certo punto si apre davanti a me il paradiso.

Una distesa di prati tra il verde e il color paglia, in fondo non pioveva da parecchio, fiori e un aria benché calda ma davvero pulita.

Alzo gli occhi al cielo e allargo le braccia sfinita ma felice il paradiso esiste ed è a pochi passi.

Le farfalle che mi hanno accompagnata sono ancora lì una mi si posa sulla spalla e garantisco non mi ha più lasciata.

Dopo aver realizzato a che altezza sono arrivata, da sola attraversando una montagna sconosciuta in una mattina d’estate, prendo accordi con il rifugio che era aperto per l’ultimo giorno, e a pranzo polenta formaggi.

Dopo sono salita alla Croce AVIS e anche da lì la vista impagabile.

Nel mio cammino ho anche visto le rovine del vecchio rifugio e sono rimasta affascinata da un bivacco che viene lasciato lì aperto per chiunque voglia ristorarsi, zone e luoghi che sono di tutti e di nessuno, ma che racchiudono un rispetto tale per chiunque voglia andare in quei posti di meditazione e anima.

Ma lascerò parlare per me le immagini e il video di quel giorno speciale, dove ho scoperto che le farfalle non sono altro che gli spiriti dei nostri cari che vengono a salutarci.

Quindi in fondo quel giorno non ero davvero sola.

LA FARFALLA CHE SI è POSATA SUL MIO GINOCCHIO MI HA ACCOMPAGNATO FINO ALLA FINE DEL SENTIERO PRIMA CHE MI RECUPERASSERO, POI COSI COME SI ERA RIVELATA IN UN ATTIMO è TORNATA NEL BOSCO O DOVUNQUE TORNANO LE ANIME

LA MONTAGNA