La memoria dell’Inverno

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Buongiorno dal freddo, stamattina riflettevo su come il tempo passa e su come non siamo in grado di avere dei fermo immagine di tutto quello che abbiamo fatto oppure detto.

Poi mi guardo intorno la mia casa è tappezzata di libri, quaderni e un pc dove annoto cose, scrivo e qui sul sito dove racconto tutto o quasi quello che mi appartiene.

E allora penso che scrivere è la memoria di ognuno di noi, chi scrive libri racconta di viaggi che ha fatto , o che vorrebbe fare di gente che ha conosciuto, di amori perduti e ritrovati.

Poi ci sono io che scrivo delle mie stagioni.

Oggi pensavo chissà se quando sarò vecchia me ne ricorderò che amavo così tanto l’autunno e l’inverno, se ricorderò che a me il freddo piaceva in modo smisurato e mi faceva stare bene.

Allora lo scrivo.

RACCONTO L’AUTUNNO DA BAMBINA

Lo scrivo qui, e ne scrivo su un libro/diario che sto creando ogni giorno con citazioni, immagini, frasi prese da altri libri.

E racconto di quando da piccola , la mattina appena sveglia  non vedevo l’ora di percorrere la strada che mi separava da casa a scuola.

Era tappezzata di foglie secche di ogni colore e forma, la brina della notte dava un effetto neve bellissimo e il sole , che non scaldava per niente si limitava a sottolinearne i colori intensi: giallo, arancio e rosso.

I colori dell’estate , direte voi.

No, i colori dell’autunno: in mezzo alle foglie le pigne ancora spalmate di resina degli alberi; davanti a casa mia ora sorge una caserma dei Carabinieri, ma quando ero piccola c’era una pineta bellissima , fitta e oscura la vedevo dalla finestra ed era imponente. Li in mezzo a quel piccolo bosco aghi di pino e pigne si perdevano.

Che bello, quello si che era un autunno da ricordare.

Tornata da scuola le caldarroste aveva profumato la cucina, e ad aspettarmi sul letto c’era sempre una coperta fatta a mano con tutta la lana da recupero.

Per me, guardare indietro e ricordare questi dettagli è bellissimo ed è così che ancora vivo l’autunno.

Profumi speziati, vino rosso e caldarroste, torte di mele e i libri  che non mi lasciano mai.

IL GENERALE INVERNO

Come non citare invece il mio grande amore.

L’inverno.

Non posso immaginare una vita senza di lui.

E da sempre è stato il salvatore ufficiale della mia anima, non posso davvero pensare che un giorno potrei scordarmi di lui.

Il mio migliore amico, compagno di camminate interminabili io e lui, a volte insieme alla nostra inseparabile amica neve, altre solo nel freddo : avete presente quei tardi pomeriggi invernali, dove dopo le 16 faceva già buio e l’aria tagliava in due la faccia? ecco io uscivo a quell’ora, magari dopo aver fatto i compiti scendevo in cortile e mi mettevo seduta sotto un grande albero in cortile a raccontare le mie giornate .

A volte restavo giù fino a che non sentivo più le mani, e la cosa bella nel rientrare a casa era la stufa ( avevo quella a gas con le fiammelle azzurre) con sopra le calze di lana pronte a scaldarmi.

L’inverno, quante volte mi ha salvata.

Potrei davvero mai dimenticare un elemento così prezioso per me e la mia storia?

No, non credo anzi penso che dentro restano tracce di cio’ che ci ha rappresentato anche se un gionro la memoria a parole non ci darà ragione, dentro di noi c’è un registro che non può cancellarsi.

Nel dubbio io ne scriverò di continuo di questo periodo dell’anno meraviglioso(per me) intenso, fatto di momenti di silenzio prezioso che ti ricaricano fatto di storie da leggere, che solo pomeriggi nebbiosi e freddi riescono a darti la giusta carica.

Scriverò di  tutta la neve che ho visto e di quella che vorrei, del freddo e delle piogge d’autunno e delle notti invernali dove una coperta e una tazza calda di cioccolata ti danno la felicità.

Avrò memorie del freddo , dell’inverno e dell’autunno perché li ho tatuati nella mia anima.