La Macchina del tempo :1985

La Macchina del tempo :1985
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Il 1985 l’anno della grande nevicata.

Indimenticabile, tre giorni di pura gioia.

Non voglio parlare dell’evento in se, e di quanta neve fece.

Voglio parlare invece di come venne accolto, e di come, ancora resta nei nostri ricordi.

Allora  fu un evento

Quelli sono stati anni bellissimi, per tanti eventi straordinari che la storia racconterà.

I mondiali di calcio, Il muro di Berlino, Pertini era Presidente, la musica migliore è nata in quegli anni, la moda i Paninari, i film al cinema.

E naturalmente la Nevicata del Secolo.

Questi furono eventi davvero indimenticabili, tante che ancora oggi a distanza di quasi 40 anni chi ha vissuti gli anni 80, ricorda tutto molto bene.

Quel gennaio quando Caroselli nella trasmissione ” Che tempo che fa” annunciava i venti freddi dalla Russia , si stava sull’attenti e controllava ogni attimo il lampione.

Non vi era paura, non vi erano persone che dicevano che tutto avrebbe causato danni e disagi, si viveva l’attimo.

E che attimo.

giorni indimenticabili

Durò tre giorni, e per tre giorni l’Italia si fermò.

MA nessuno falli, o chiuse o fece andare a rotoli l’economia, furono tre giorni dove tutti ma proprio tutti godettero di un momento magico infinito.

Scuole chiuse, quindi la gioia di noi bambini ( io avevo 12 anni), nessuno andò al lavoro perciò tre giorni di riposo, venne chiamato l’esercito nelle grandi città a spalare la neve ma nessuno si lamentava, nessuno.

Indimenticabili attimi di gioia

Chi restò bloccato al lavoro trovo riparo negli alberghi che misero le loro camere a disposizione, e chi si trovava già a casa, passò tre giorni a giocare nella neve, a fare cioccolate, a scaldarsi al fuoco per poi giocare ancora.

Pupazzi di neve in ogni angolo delle città e paesi, bambini felici e stufe a legna che lavoravano incessanti: la grande bellezza, eccola.

Nessuno si lamentava, solo una grandissima euforia, che ancora oggi, quando ci penso mi si accende il cuore.

Nei ricordi delle persone non ci sono le lamentele, quelle che sento oggi al solo accennare dell’arrivo di una breve perturbazione.

C’era condivisione, famiglia e gioia; molti rimasero a casa per giorni, e al rientro dal lavoro nessuno fece storie, perché facevamo parte di uno stesso disegno.

Perché in quell’occasione tutti ci siamo aiutati per rialzarci.

Ma abbiamo anche saputo cogliere la vera essenza di quell’evento.

LA magia unica che la neve sa dare.

In questi giorni vedendo cosa è successo a Buffalo mi è tornato in mente quell’anno, vedere la neve cadere cosi senza freni, vedere la città trasformarsi da grigia e spenta a un tappeto soffice e morbido dove tuffarsi.

Le macchine furono bloccate per oltre una settimana, ma nessuno si perse d’animo, smesso i nevicare tutti in strada ad aiutarsi.

Nessuno che abbia vissuto quell’anno vi dirà mai che fu tragico.

E nessuno dirà spero non ricapiti.

Sono poche le cose davvero belle e uniche della vita, e questi eventi arrivano sempre per farci capire che ogni tanto è bene anche star fermi.

Una settimana senza lavoro non è una tragedia, se si riesce a vedere il bello delle cosa.

Ad oggi tutto questo non è nemmeno contemplato: se dovessero annunciare un evento del genere so già che ci sarebbero allarmismi e preoccupazioni.

Sono grata per aver vissuto quegli anni e quell’evento, anni davvero importanti e indimenticabili.

Spero di vederne ancora di eventi come questi, perché è importante godere del significato intenso che è nascosto dietro ogni fiocco di neve che cade.

Oggi un evento cosi verrebbe demolito, generando panico e paura.

Invece auguro a tutti di poterlo vivere.

Perché dopo non sarete più gli stessi.

 

 

 

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