sabato, Giugno 22, 2024
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Inquinamento globale e disuguaglianze economiche: il ruolo cruciale dei ricchi nel rapporto Oxfam

Un dossier Oxfam di rilievo è stato recentemente divulgato attraverso le pagine de Il Fatto Quotidiano, portando all’attenzione del pubblico le rilevanti questioni legate all’inquinamento globale e alle disuguaglianze economiche. Questo studio, reso possibile grazie alla collaborazione tra Il Fatto Quotidiano e l’istituto di ricerca Stockholm Environment Institute, getta una luce chiara sul ruolo cruciale dei ricchi nella crisi climatica.

La campagna “Tax the rich,” sostenuta da Il Fatto Quotidiano e Radio Popolare, è una risposta diretta a questa problematica e mira a persuadere la Commissione Europea a introdurre una tassa europea sui grandi patrimoni. L’obiettivo principale di questa iniziativa è affrontare congiuntamente la crisi climatica e le crescenti disuguaglianze economiche.

Una delle proposte chiave avanzate da Oxfam, partner in questa campagna, è l’implementazione di un’impresa progressiva sui grandi patrimoni, con una particolare attenzione allo 0,1% dei cittadini più ricchi. Questo esiguo gruppo è responsabile di una quota significativa delle emissioni inquinanti globali e rappresenta una delle principali cause della crisi climatica.

Nel contesto italiano, i dati raccolti sono altrettanto rivelatori: nel 2019, il 10% più ricco della popolazione ha emesso il 36% in più rispetto alla metà più povera del paese. Questa disparità nell’impronta di carbonio riflette l’ampio divario tra i percettori di redditi più elevati e il resto della popolazione globale.

Oxfam enfatizza il ruolo dei super ricchi nelle emissioni inquinanti

Il rapporto prodotto da Oxfam analizza con attenzione l’impatto dei modelli di consumo e degli stili di vita dei super-ricchi sulle emissioni inquinanti, mettendo in evidenza come le loro azioni abbiano conseguenze significative sulla crisi ambientale. Questo si traduce nel fatto che l’1% più ricco della popolazione mondiale emette una quantità di CO2 pari al 16% delle emissioni totali, superando persino il totale delle emissioni prodotte da tutti i veicoli su strada.

Oxfam ha condotto un’analisi su 125 miliardari nel 2022, rivelando che, in media, questi individui emettono 3 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti all’anno attraverso i loro investimenti. Questo valore è oltre un milione di volte superiore rispetto a quanto emette in media il 90% più povero della popolazione mondiale. Queste cifre mettono in luce come le azioni dei super-ricchi vanifichino virtualmente gli sforzi compiuti per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

La proposta chiave avanzata da Oxfam e supportata da Il Fatto Quotidiano è l’introduzione di una tassa significativa sui grandi patrimoni, che potrebbe contribuire a finanziare la transizione verso fonti di energia rinnovabile e ad affrontare le crescenti disuguaglianze economiche. Una tassa del 60% sui redditi dell’1% dei super-ricchi a livello globale potrebbe non solo ridurre in modo significativo le emissioni di carbonio, ma anche generare fondi considerevoli per sostenere programmi di decarbonizzazione e rispondere alle crescenti esigenze sociali, tra cui la salute, l’istruzione e la lotta all’esclusione sociale.

In sintesi, il rapporto di Oxfam sottolinea l’importante connessione tra il cambiamento climatico e le crescenti disuguaglianze economiche. Affrontare entrambe queste sfide in modo concertato è essenziale per garantire un futuro sostenibile per il nostro pianeta e una maggiore giustizia sociale per tutti.

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