IMPIANTI CHIUSI: DICIAMO LA NOSTRA

IMPIANTI CHIUSI: DICIAMO LA NOSTRA
METEOORSOBIANCO

Vogliamo dire la nostra in quanto amanti della neve si, ma poniamo l’attenzione ad un aspetto lavorativo importante.

La stagione invernale deve già fare i conti con le mancate precipitazioni e sopperire con neve artificiale è diventato ormai di regola.

MA dover chiudere completamente stavolta metterà in ginocchio tutto.

COSA SI PUO’ FARE

Una regola che ha decisamente bloccato il lavoro invernale.

Manca poco al Natale e la stagione sciistica è già iniziata.

Anzi  non ancora perchè il DPCM ha deciso che gi impianti e le strutture resteranno chiusi per emergenza Covid.

DISCUTIBILE COME SCELTA, IN QUANTO VERO

CHE SIAMO IN EMERGENZA MA ANCHE VERO CHE QUESTA ESTATE CI è STATO

LASCIATO LIBERO ARBITRIO SU COME RIPRENDERCI LA LIBERTA:. a CHE PREZZO?



Siamo nuovamente chiusi, abbiamo un coprifuoco non si possono attraversare le regioni e la stagione invernale è a rischio.

Ma analizziamo le cose per come sono.

In estate si è detto che il virus non ha forza in quanto le basse temperature lo fermano almeno in parte,

percio’ sulle spiagge anche con le distanze la gente ha comunque fatto le vacanza,

facendo i bagni in acqua dove credo a parere mio che insomma il rischio contagio c’è eccome.

Anche perchè non credo davvero che basti il caldo per abbattere un virus che è stato dichiarato Pandemia

Cervinia intervistati i responsabili degli impianti ha messo tutto a norma, rispettando le distanze

vendendo on line i biglietti per evitare le code, dopo le polemiche di circa due settimane fa.

CERVINIA RISPETTA I PROTOCOLLI :ATTESA PER LA RIAPERTURA

Eppure il Governo ha deciso di tenerli chiusi.

Ho letto diversi articoli dove il mondo dello scii compreso Alberto Tomba si sonodichiarati contrari in quanto lo scii come sport è uno dei più sicuri.

Partiamo dall’abbigliamento, tute rinforzate e guanti, caschi e visiere, scarponi impediscono di sicuro ogni contatto.

Sciare sulle pste non crea assembramento  da sempre uno scia da solo e la distanza va mantenuta per forza di logica.

Per evitare che si creino nelle risalite in funivia basterà distribuire il numero massimo consentito, e per i ristoranti e bar consentire solo l’asporto.

Chi scia non ha problemi certo a mangiare anche fuori all’aperto,

e laddove ci fosse una tempesta di neve nessuno scia.

Adattare è la paro a d’ordine oramai.

E in questo anno ci siamo dovuti adattare a tutto.

Ma prenderei in considerazione che non tutto va chiuso e limitato,

e consentire  che la montagna sia frequentata in sicurezza è un dato da valutare.

Troppa gente senza lavoro, al di là dell’aspetto dello svago,

chiudere gli impianti significa far morire una fetta di turismo importante che dà lavoro a tante strutture

NEI PROSSIMI GIORNI DAREMO VOCE A CHI VIVE IN PRIMA PERSONA QUESTE SITUAZIONI.