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IMAPIANTI CHIUSI:DICO LA MIA

IMAPIANTI CHIUSI:DICO LA MIA

Decreto , legge o DPCM che voglia a 12 ore dalla riapertura gli impianti di sci restano chiusi.

Sgomento e rabbia, tristezza e rabbia incredulità e rabbia.

Cosa emerge?

La rabbia.

E questo non fa bene, ne a chi voleva farsi una sciata anche solo per sfuggire alla”prigionia” seppur doverosa, ma nemmeno a chi ha sistemato tutto perchè si potesse ripartire in sicurezza, ai rifugi che hanno adottato i sistemi di distanziamento tra tavoli, agli albergatori ,bar , ristoranti che oltre a mettere tutto in in modo che fossero rispettate le disposizioni  hanno anche affrontato spese per consentire i pasti tra una risalita e l’altra.

Tutto questo quando vi era già una certezza.

Chiaramente la rabbia degli sciatori che avevano aquistato lo skypass, che nei giorni precedenti sempre dopo aver dato l’ok, si consentiva di aquistare in modo da arrivare alla percentuale di 50%, rispetto a prima.

La rabbia e delusione di chi ha preso le ferie per fare la settimana bianca nella propria regione, ma anche a chi ha seconde case.

Ok qualcuno dirà siamo ancora in emergenza: vero.

Allora si proseguiva cosi, senza illusioni false.

E poi aspetto che rimane in ombra ma che io personalmente sottolineo.

Io non scio quindi potrei anche dire”chissenefrega”,il punto è che dietro allo sci ci sono aziende che non stanno lavorando, che hanno chiuso rispettando il lokdown inziale e si sono successivamente  messe a norma per affrontare le riaperture.

Ci sono famiglie che vivono di questo turismo, che seppur usufruiscono di una cassaintegrazione si parla di entrate minori, si parla di famiglie, non si tratta solo di passare una giornata di svago.

Penso ai negozi di abbigliamento e noleggio attrezzature, penso ai fornitori di merce di bar e ristoranti dal cibo, alle tovaglie, ai sottobicchieri, alle divise.

Penso alle lavanderie degli alberghi, ai fornitori di caffè, alle aziende dell’acqua e ai produttori di vino, penso a chi fabbrica il cioccolatino che mette di fianco al caffè come coccola, alle forchette, alla carta da forno .

Penso alle strutture che forniscono gli attrezzi da cucina, a chi opera nel taglio della legna che fa andare i camini nei rifugi, a chi fa manutenzione.

E poi penso a quanta tristezza crea una notizia che ha dato speranza, e mi scuso nell’usare questo termine perchè credo da oggi in poi verrà usato in altro modo.

A quanta rabbia davvero genera, a quale altra prova siamo sottoposti.

Settimana scorsa sono salita a MAcugnaga, volevo e avevo bisogno della neve.

Sono arrivata in un  posto deserto, solo due ristoranti e un bar aperti per la gente del posto, ma tutti in preparazione delle aperture imminenti.

I maestri di sci e gli addetti ai lavori stavano sistemando le piste.

C’era un aspettativa enorme nonostante siamo già in stagione avanzata.

Qualcuno criticherà dicendo che c’è ancora emrgenza, e io rispondo ne siamo consapevoli.

Lo gridate tutti ogni giorno e una cosa cosi non si scorda.

Per questo dico ATTENZIONE ALLE FALSE ILLUSIONI.

Creano sconforto, amarezza e rabbia.

E questo non aiuta a migliorare.

 

Dico la mia  perchè amo la montagna e la neve e ne rispetto chi la vive ogni giorno come fonte di vita ma anche di passione.

Rinascerà ancora non abbattetevi, passata la rabbia immaginate un nuovo scenario.

Tutto ha un senso e un motivo, anche se ora vediamo buio.