IL Villaggio del Natale dimenticato : parte 2

IL Villaggio del Natale dimenticato : parte 2
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ELFI O GNOMI?

Quanti occhi stavano osservando l’uomo rotolato dalle scale?

E quante scale?

Ma soprattutto quanto tempo era passato?

Troppe domande, troppi occhi, piccoli. Occhi.

Uno sfavillio di risatine divertite e tra loro si fece largo un gigante, con la barba incolta gli occhi chiari dietro occhiali leggeri una veste bianca bordata di fili d’oro, e una voce calda come la cioccolata che disse “tutto bene buon uomo? hai preso una bella botta”

Ancora frastornato il povero falegname disse” ricordo solo che stavo tornando a casa e ora sono qui…a proposito dove sono?”

Risatine, spintoni e occhi curiosi presero forma alla luce del candele, piccoli folletti gnomi o elfi, difficile dire erano tutti uguali contornavano il Gigante Bianco, che con delicata eleganza porse la mano per farlo rialzare e disse.” Nel Villaggio del Natale, e io sono Babbo Natale solo che ve lo siete dimenticato”

Ecco la verità.

Ecco perché tutto ad un tratto al villaggio si era smesso di mettere luci e addobbi e nessuno faceva più il suo lavoro.

Ad un tratto, lì in mezzo ad una sala che a dire il vero sembrava enorme (come poteva un albero contenere tanto spazio?) circondato da piccoli folletti, dal calore di un camino e da un sacco di giocattoli in legno, che a quanto pare erano i futuri regali di Natale tutto torno alla mente.

 

LA STRADA RITROVATA

Lui era Tommaso il falegname e viveva da sempre nel Villaggio del Natale, dove un tempo ogni giorno per 365 giorni all’anno gli abitanti, uomini donne e bambini lavoravano felici per rendere il giorno di Natale il più bello di tutti.

Erano tutti maestri lavoratori del legno, e gli alberi della foresta magica erano fieri di fornire loro ogni sorta di taglio che servisse per intagliare e modellare ogni piccolo di giocattolo, mobile o soprammobile.

Ecco cosa era tutto.

Il Villaggio del Natale.

Ma lo avevano dimenticato.

L’ORA DELLA VERITA’

Una notte alla Vigilia del Natale arrivò nella foresta un mago oscuro che intrappolando la regina delle Nevi amica fidata di Babbo Natale disse in tono minaccioso, che se avesse continuato divulgar il Natale nessuno al mondo avrebbe più visto la neve.

Allora Babbo Natale costretto decise di nascondere tutto nella corteccia dell’Albero dei saggi, il più antico della foresta e che avrebbe lo stesso continuato con i regali ma senza coinvolgere più nessuno.

La neve nel mondo era importante così come lo spirito Natalizio, ma fino a quando non avesse trovato un modo per sconfiggere il Mago dell’Oscurità avrebbe fatto dimenticare a tutti il loro vero scopo nella vita.

Cosi quella notte chiese all’mino dei Sogni di spolverare il Villaggio con la polvere dei ricordi cancellando in loro la memoria di ciò che erano.

 

Da allora e per i successivi duecento anni il Villagio del natale divenne Il Paese dei falegnami e dei mastri dolciari.

 

Ma nessuno sapeva davvero cosa fare, le torte e i biscotti venivano consumate nel villaggio e le riparazioni di legno all’occasione.

Ognuno ogni giorno andava avanti sentendo che mancava qualcosa.

Ecco il mistero del vecchio e della foresta, della Luna e dei Lupi ecco perché un alone di mistero aveva avvolto tutto e tutti.

Ma ora le cose sarebbero cambiate.

A Tommaso tornò la memoria, e rivide il Villaggio vestito di allegria e festa, la gente indaffarata e felice, le donne e i bambini a preparare dolci per tutti i bimbi del mondo, i vecchi a lavorare il legno, e gli ELFI, GLI AIUTANTI DI Babbo ad aiutare tutti a rendere le cose più semplici.

Rivide le fate dei Boschi, l’Abete Saggio e LA dama Bianca tutti intorno al grande tavolo delle decisioni realizzare i sogni di tutti gli abitanti della Terra.

Bisognava fare qualcosa, bisognava farlo subito.

L’oscurità non avrebbe dovuto vincere..

la storia continua

 

Ogni fatto nome o luogo è puramente casuale e inventato, la storia è scritta da me ed è pura fantasia.

Barbara

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