IL RISVEGLIO DELLA MONTAGNA

IL RISVEGLIO DELLA MONTAGNA
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EMERGENZA FINITA

Quasi due anni di prigionia.

Il Covid farà parlare di se nei libri e negli articoli non come un virus, una malattia ma come un entità che ha fermato la vita dell’uomo.

L’Emergenza sembra finita e si può tornare ad una nuova normalità.

E la montagna è una meta da dove ripartire.

RIPARTIRE DALLA NATURA

Il mio è un appello alla cautela e alla conservazione dei luoghi e dei territori.

La mia montagna è Macugnaga, da sempre e per sempre.

Mi è mancato non andarci, a parte un breve e piccolo pomeriggio quando hanno mollato le restrizioni.

Ora sento tanta gente che in montagna cerca una via di fuga.

Ma ricordate bene che è un luogo vivo, fatto di natura selvaggia e di leggi.

L’uomo deve imparare a rispettare questi posti, che hanno tirato un sospiro di sollievo durante il lokdown.

La siccità ha messo a dura prova il territorio del Verbano Cusio Ossola per tre mesi non ha piovuto, e la neve è stata troppo poca.

Due anni dove si è attraversato l’inferno per arrivare al paradiso.

Ora ci sarà una ripresa, delle escursioni delle passeggiate nei boschi, dei ritrovi nei rifugi.

Dalla montagna ci si aspetta di rinascere, ma prima lasciate che sia lei a riprendersi.

Un passo alla volta per salire in vetta, un passo alla volta per tornare alla normalità.

Questi due anni di attesa e costrizioni mi hanno dato modo di riflettere su questo mondo che mi piace sempre meno, che non sappiamo rispettare e che ci accoglie senza che noi gli rendiamo la cortesia.

LA montagna è fonte di vita e come tale va rispettata.

Mi manca andare al lago delle fate, ma aspetterò ancora lascerò che il bosco riprenda respiro, che la neve caduta in questi brevi giorni di Primavera si sciolga e prenda a scorrere nei letti dei fiumi asciutti.

Aspetterò a calpestare il suolo che tanto amo e che mi fa sentire a casa.

Perché la sua mancanza mi ha fatto capire quanto è importante la sua presenza.

Macugnaga è la mia fonte di vita ogni volta che penso a questo luogo che racchiude parte di me penso al senso della vita, alla natura e al ruolo che ricopre e ritrovo una connessione che anche se per due anni si è interrotta, non si è mai spezzata.

Un appello a chi riprenderà ad andare in montagna: rispettate questi luoghi come fosse casa vostra, rispettate i ritmi e ciò che vi offre, che sia una giornata di sole o di vento, che andiate incontro alla pioggia o alla neve.

Non lasciate nulla in giro, raccogliete i resti dei picnic e rifornite i bivacchi se usate la legna, non tentate di cambiare il luogo se volete andarci a vivere perché esso vi accoglie come siete.

Anzi saranno questi luoghi che vi rispettano a darvi l’opportunità di migliorare voi stessi.

La montagna è una rinascita per il corpo, lo spirito e la mente.

Quando tornerete da lì non sarete mai le stesse persone che siete partite.

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