lunedì, Febbraio 26, 2024
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Il 41% degli anfibi a rischio estinzione: cambiamenti climatici e minacce emergenti

Il mondo naturale sta affrontando una crisi senza precedenti. Gli anfibi, una delle classi di vertebrati più antiche e diverse del nostro pianeta, sono particolarmente vulnerabili. Secondo un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature”, il 41% degli anfibi è ora a rischio estinzione, con il cambiamento climatico che emerge come una delle principali minacce alla loro sopravvivenza.

L’articolo, intitolato “Ongoing declines for the world’s amphibians in the face of emerging threats”, ha analizzato 8.011 specie di anfibi, rivelando che sono la classe di vertebrati più minacciata al mondo. Questa valutazione, condotta da un team internazionale di oltre mille esperti guidato dall’Amphibian Specialist Group, ha evidenziato un deterioramento globale dello stato di salute degli anfibi, in particolare delle salamandre, con una situazione particolarmente critica nella regione neotropicale.

Tra il 1980 e il 2004, le principali minacce per gli anfibi erano le malattie e la perdita di habitat, che rappresentavano il 91% dei fattori di rischio. Tuttavia, dal 2004, il cambiamento climatico ha iniziato a giocare un ruolo sempre più importante, contribuendo per il 39% al declino degli anfibi. Questi cambiamenti, combinati con la distruzione degli habitat causata dall’uomo, stanno intrappolando gli anfibi in un ambiente sempre più ostile.

Il ruolo dei cambiamenti climatici nel rischio estinzione per gli anfibi

Jennifer Luedtke Swandby, responsabile di Re:wild, ha sottolineato come gli anfibi stiano diventando “prigionieri del clima”. L’aumento della frequenza e dell’intensità di fenomeni climatici estremi come caldo, incendi, siccità e uragani sta rendendo sempre più difficile per questi animali trovare rifugio. La loro capacità di spostarsi e adattarsi a nuovi ambienti è limitata, rendendoli particolarmente vulnerabili agli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.

Dal 2004, quattro specie di anfibi sono state dichiarate estinte, tra cui il rospo arlecchino di Chiriquí e la rana diurna dal muso appuntito. Tuttavia, non tutto è perduto. La valutazione ha anche rilevato che 120 specie hanno mostrato segni di miglioramento dal 1980. Questo è in gran parte dovuto a sforzi di conservazione mirati, in particolare alla protezione e gestione degli habitat.

La protezione degli habitat naturali emerge come una delle soluzioni più efficaci per salvaguardare gli anfibi. La conservazione e il ripristino delle foreste non sono solo essenziali per proteggere la biodiversità, ma anche per combattere i cambiamenti climatici. Come sottolineato da Swandby, “non possiamo continuare a sottovalutare questa minaccia”.

In conclusione, mentre la situazione degli anfibi è critica, ci sono ancora speranze. Con azioni concrete e una maggiore consapevolezza, possiamo invertire la tendenza e garantire un futuro a queste creature straordinarie. La loro sopravvivenza è un campanello d’allarme per l’intero ecosistema del nostro pianeta, e la loro protezione dovrebbe essere una priorità per tutti noi.

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