I TESORI CELATI DEL LAGO MAGGIORE: PARTE 2

I TESORI CELATI DEL LAGO MAGGIORE: PARTE 2
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Siamo in zona arancione.

Parlo della mia zona Verbania sul Lago Maggiore.

Nella settimana di zona gialla devo dire ho sfruttato il più possibile tutto e sono andata per boschi, sentieri e anche a Pian di Sole frazione di Premeno zone alte di Verbania

e ho trovato una piccola Lapponia dovuta alle redenti nevicate.

Ma di questo parlerò in un altro articolo.

In zona arancione ci si può muovere solo nel proprio comune e benché’ le giornate lo permettono,

il fermo del lavoro anche perché mi regala tempo tra il capire il confine dove posso e dove no, decido di approfittare del Lago.

Premetto che per me è semplice vederlo mi trovo a pochi passi da lui lo vedo ogni giorno per andare al lavoro, quando ne avevo uno ci passo tutte le volte che vado a fare spesa.

Lui è lì da quando sono nata lo vivo come una parte naturale di me.

Ieri la giornata era piacevole il sole non troppo sgargiante ma splendeva pieno e si stava alzando già il vento che avrebbe portato il peggioramento,

L’Inverna uno dei venti del Lago Maggiore definito una brezza per la verità e soffia il pomeriggio.

Complice l’aria fredda passeggiare nella quiete del lungo lago di Pallanza è stato una piacevole riscoperta di posti nascosti che in realtà sono sempre lì, ma che dai per scontato.

Ho iniziato come faccio sempre a immortalare tutto con il mio cellulare che oramai è un doppio di ciò che è la mia vita: contiene tutto, scatti, pensieri, registro suoni.

La qualità delle immagini non sarà delle migliori, ma la luce catturata è naturale.

Ho rivisto attraverso le foto luoghi immortali, le barche nel lago ancorate che danzavano al ritmo delle correnti rilasciavano una musica soave prodotta dal tintinnio delle ancore.

Ogni tanto in lontananza una papera e un gabbiano si litigavano un pezzo di pane.

Tra gli alberi, sentinelle silenziose purtroppo imprigionate nel cemento facevano da cornice a quadri naturali dove si vedevano le montagne di fronte,

Il Mottarone, oppure le Isole perché io vivo nella parte del Golfo Borromeo.

Il Lago mi ha ridato voglia di guardare tutto sotto altre prospettive.

Cose e persone che vedo tutti i giorni ma che a causa della vita cambiano i percorsi.

Come le correnti come i venti.

Come una foglia che cade in silenzio e altrettanto in silenzio si va a cullare sulle acque di un Lago che conosco da tanto tempo ma che sa risvegliare davvero emozioni sopite.

Cellulare e occhi da turista hanno fatto il resto.

Rifletto e penso che ogni tanto guardare davanti a noi e non oltre ci ricorda chi siamo.