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I RACCONTI DEI NONNI:quando a predire la neve erano i detti popolari

 

Ogni giornalista che si rispetti ha un suo personale informatore.

Io non sono una giornalista, ma racconto e scrivo storie, vere storie di gente che ha vissuto, emozioni, dolori e racconti di vita vera.

Cosi’ ho il mio raccontastorie personale, nonchè grande fan della nostra pagina, Marco Mazzei che vive ancora nel suo pesello natale, Montieri e conduce una vita tra il nuovo che avanza e le tradizioni popolari; storie raccontate al calore di un camino,  in luoghi dove fuori imperversa una tempesta di neve, dove i boschi ancora si svegliano avvolti dalla nebbia , dove alla fine dell’estate si accendono i seccatoi per le castagne.

Montieri è un comune italiano di 1 162 abitanti della provincia di Grosseto in Toscana. La principale ricchezza del comune è sempre stata l’attività estrattiva conclusasi solo negli anni novanta del XX secolo con la chiusura della miniera di Campiano presso la frazione di Boccheggiano

Ecco cosi ogni tanto lo sento, e lui arriva con le foto dei boschi, e mi racconta,anche se tramite un messaggio le storie che gli hanno sempre raccontato e ancora oggi restano le uniche vere credenze. Gli ho chiesto novità sull’inverno che si affaccia, visto che è una passione che ci accumuna, e lui con lo spirito di un bambino avido di storie antiche mi racconta di ghiande,seccatoi e castagne.

 

” A Montieri, ci conosciamo tutti, o quasi.Si vive in modo semplice e vero,siamo legati alle tradizioni,ma diamo un occhio anche al benessere,altrimenti si rischia di restare fuori.Una cosa pero’ è rimasta ferma nel tempo,i racconti dei vecchi del paese,dei nonni,di tutti coloro che senza l’avvento dei satelliti guardavano i campi,i raccolti e il cielo e sapevano dirti con esattezza che inverno avremmo avuto.

Questa immagine è del seccatoio di Marco. Quando è acceso l’estate è finita e inizia l’inverno.

 

Questo è il nostro seccatoio per le castagne…quando e’acceso significa che  l’inverno e’in arrivo che  l’estate e’passatae che non si muore di fame.

Già,perche nei nostri monti poveri di campi da coltivare con poco sole per fare orti decorosi,per ottenere un vino e un olio quantomeno bevibili,l l’unica forma di sostentamento per molti secoli e’stata la farina di castagne..non e’ne facile ne leggero come lavoro,va accudito il fuoco,coccolato,proprio come una bella donna,perche per molte generazioni ha fatto quello che fa una donna..dare la vita..l inverno era vita,chi era piu fortunato e aveva il maiale,lo poteva conservare senza problemi,la farina dolce a dicembre era pronta e c era cibo per tutti…l estate no…la carne si deteriorava,la farina era più difficile da conservare,e comunque le scorte scarseggiavano…chi dice che l estate e’vita non sa da dove veniamo.

Già io mi immagino svegliarsi al mattino e ritrovarsi un bosco come questo, con i profumi dell’autunno e le nebbie che lo cullano.

Mentre Marco mi scrive e risponde al mio quesito,”Che inverno avremo?”lo immagino piccolo,con le guance rosse e le mani sporche di terra perchè si è alzato presto per nadare a cercare funghi e castagne,lo vedo ridente e felice tornare a casa con un cesto colmo dei frutti della terra e poi correre dal nonno vicino al camino per fargli vedere il suo bottino. Il nonno per premiarlo,lo fa sedere sulle sue gambe e gli racconta la storie delle ghiande.

“Ricorda sempre questo per avere i frutti dalla terra,la terra va rispettata. La Natura ha i suoi ritmi e le sue regole,e mette a disposizione dell’uomo tutto quello che gli serve per sopravvivere. Un domani a te basterà guardare un telegiornale per sapere il tempo che farà.Ma ai miei tempi per sfamare il maiale che ci assicurava sopravvivenza per tutto l’inverno,gli davamo le ghiande,e loro se sono grosse annunciano un inverno freddo.Basta osservare gli scoiattoli che ne fanno scorte per il letargo,come si affacendano con le loro zampette quando sono più grosse del normale.

Sono il piatto preferito dei maiali e si dice che sant’Antonio ne mandi in abbondanza in previsione di inverni freddi e nevosi in modo che il contadino, con i porcelli belli grassi, abbia di che sfamarsi. Quando le ghiande cadono in anticipo il freddo non tarderà ad arrivare”

Bene Marco mi assicurato di aver visto personalmente gli scoiattoli nel bosco darsi da fare con ghiande grosse.

Certo come dice lui, realtà e mito si rincorrono da sempre,ma e anche vero che negli ultimi due anni non si sono sbagliati.

Grazie ancora un onore raccontare queste storie di cuore.

Ba