ECCO L’AUTUNNO

Pioggia d’autunno, Ada Negri

Vorrei, pioggia d’autunno, essere foglia
che s’imbeve di te sin nelle fibre
che l’uniscono al ramo, e il ramo al tronco,
e il tronco al suolo;e tu dentro le vene
passi, e ti spandi, e si gran sete plachi.
So che annunci l’inverno: che fra breve
quella foglia cadrà, fatta colore
della ruggine, e al fango andrà commista,
ma le radici nutrirà del tronco
per rispuntar dai rami a primavera.

 

Ecco l’autunno di gentilezza vestito.

LO VEDO SEMPRE COME UN CARO AMICO  CHE ASPETTA DI VENIRE a trovarmi, appena passata l’estate.

Lui con il suo piglio elegante e discreto, passa lieve la sua mano sugli alberi, che sfiniti da tanta arsura hanno preso il colore del sole.

E’ gentile l’albero nei confronti dell’amico autunno, si lascia scuotere cosi che ogni foglia cada per terra, posandosi sul terreno assetato d’acqua.

Inizia così il processo di rigenerazione.

Dopo una lunga estate a lasciarsi assetare le piante, la vegetazione, e la terra accolgono la stagione del conforto.

Nebbie piogge leggere, nuvole basse e sole tiepido l’autunno sfodera la sua meravigliosa malinconia a lungo sottovalutata.

Io mi ci ritrovo in tanti aspetti: colorato e freddo allo stesso tempo, l’autunno impartisce lezioni di calma, silenzio, e attesa.

Ecco la stagione del camminare in solitaria, leggere su una panchina, aspettare l’imbrunire.

E poi il the delle 5, ma anche le castagne e i profumi del bosco.

Un anteprima a colori che ci traghetta verso il rigido inverno.

Amo la sua silenziosa capacità di accendere il giorno senza infiammarlo, anche le belle giornate in autunno se sono accompagnate dal dio Sole restano tiepide e accattivanti.

Nessuna traccia di sudore, nessuna zanzara, stare all’aperto è una gioia.

E le foglie accumulate a terra?

Saltarci dentro e vederle volteggiare come giovani ballerine.

Amo l’autunno perché manda via l’estate e mi porta verso l’inverno.

Amo le sue nebbie, e i pomeriggi solitari a vedere la luce spegnersi.

Amo il freddo della sera e la pioggia fantasma che si posa sul mondo.

Quelle piccole gocce tanto fini che invece regalano gioia, dopo aver patito caldo e sete.

Amo il riflesso della natura nel lago, uno specchio che dipinge un quadro senza pennelli.

Ecco l’autunno cosi come lo vivo, e lo attendo.

La prima pioggia, Marino Moretti

Scendon le gocce della prima pioggia
che sui selciato ancor timida batte,
mentre settembre lietamente sfoggia
l’ardore delle sue bacche scarlatte.
E le foglie chiacchierine
parlano dell’autunno che ritorna
e che sotto la pioggia fine fine
di pampini e di bacche agile s’adorna.