DIDATTICA METEO:CRISTALLI DI GHIACCIO

DIDATTICA METEO:CRISTALLI DI GHIACCIO
METEOORSOBIANCO

Con la transizione di fase dallo stato liquido a quello solido, l’acqua tende a configurarsi in cristalli di ghiaccio, vale a dire in formazioni la cui struttura spaziale mostra una disposizione ordinata rigida e regolare, osservabile a varie scale dimensionali.

A livello molecolare, l’acqua in fase solida (ghiaccio) può assumere una vasta gamma di forme, sia stabili sia metastabili, cristalline o amorfe, con una varietà e ampiezza che non si riscontra in nessun altro materiale Si conoscono circa una ventina di forme assunte nel processo di cristallizzazione, due solo delle quali si osservano nelle condizioni ambientali della biosfera (una delle quali, quella a simmetria esagonale, risulta la forma dominante e quasi esclusiva, se si eccettuano occasionali eccezioni in alta atmosfera), mentre tutte le altre sono ottenute in particolari condizioni ricreate in laboratorio.

 

Cristallogenesi

La strutturazione in forme ad alta simmetria è dovuta all’accrescimento dei cristalli di ghiaccio per deposizione (nello specifico, deposizione diretta) di vapore acqueo su cristalli di ghiaccio. A seconda dei livelli di umidità e di temperatura ambiente, i cristalli di ghiaccio si possono sviluppare dalla originaria configurazione esagonale fino ad assumere numerose forme simmetriche, come colonne, aghi, placche, dendriti, che conservano una traccia più o meno marcata dell’originaria simmetria esagonale.

 

Se, durante questo processo, un cristallo si sposta in un luogo diverso, dove incontra mutate condizioni di microclima ambientale (o, pur in assenza di spostamento, le condizioni esterne presenti nel luogo mutano nel tempo), il modello di accrezione può cambiare in maniera imprevedibile: può succedere, così, che il risultato finale può essere un cristallo con mescolanza di schemi. Un esempio è fornito dalle colonne incappucciate.

FONTE WIKIPEDIA