DIARIO DI UNA VIAGGIATRICE:AIKO

Spread the love

INTRODUZIONE

Questi racconti , intitolati “Diario di una Viaggiatrice” sono di pura fantasia.

IO sono e parlo in prima persona, ma luoghi, persone cose che trovate nel racconto sono puramente casuali.

Aiko non esiste è comunque il mio amico immaginario, cioè colui che vorrei se decidessi mai di prendere un cane.

Questo racconto oggi è per lui.

Barbara

 

 

Aiko è il mio amico migliore.

Se fosse una persona sarebbe la mia persona, affidabile, tenace, dolce quanto basta, sveglio e sempre pronto a seguirmi e difendermi.

Aiko è con me da 4 anni, da quando è morta mia mamma.

L’ho trovato nel cassonetto fuori dal cimitero, appena dopo il funerale e subito senza pensare ho capito che era stata “lei” a mandarmelo, una sorta di compensazione: una vita per una vita.

Qualcuno troverà la cosa triste, qualcun altro mi ha dato della folle, ma credo fermamente che mia mamma dall’alto ha fatto in modo che Aiko arrivasse a me, e che oltre questa vita fatta di sofferenze e spesso delusioni ci aspetta qualcosa di meraviglioso a patto che in questa, riusciamo a capire chi siamo.

Comunque il protagonista oggi è lui.

Da quando siamo partiti non ha mai mostrato segni di sofferenza o mancanza di casa, il lupo solitario che c’è in lui lo possiede totalmente.

Mi seguirebbe ovunque senza lamentarsi.

Ieri ha dato prova di essere un abile cacciatore, nel bosco ha dato filo da torcere a tutti gli scoiattoli anche se poi li lasciava andare.

Verso sera invece ho assistito, con una certa paura anche a un duello testa a testa tra lui è un cinghiale.

Il malcapitato ha sentito di sicuro odore del cibo, e si sa che loro ne sono sempre in cerca e mentre io mi facevo beatamente un bagno nel lago (sì a febbraio e si con temperature abbastanza fredde) Aiko è rimasto a guardia.

 

Appena lo ha avvertito, annusando l’aria credo si raddrizzato come farebbe un soldato, coda e orecchie tese e il suo miglior sorriso, solo che ringhiava.

Riuscivo a vedere la scena e sinceramente non volevo fare troppo rumore per non rischiare di distrarre Aiko e agitare il divini porcello, volevo vedere fino a che punto si sarebbero sfidati.

Non avevo mai sentito di un cane attaccato da un cinghiale, né di un cinghiale attaccato da un cane.

Certe cose erano per i Lupi, e il cinghiale attacca solo se ha i piccoli o sente davvero di essere in pericolo.

Comunque sembrava mezzogiorno di fuoco, anche se era sera.

Si fissavano ma restavano fermi, e Aiko non smetteva di ringhiare.

Ad un certo punto iniziavo a sentire freddo, benché amo le basse temperature stare ferma non era la cosa migliore, e pensai che questo incontro “occhi negli occhi “potesse durare anche tanto.

Ma ci pensarono 16 zampette piccole e temerarie a risolvere il tutto: un rumore dietro distolse l’attenzione del cinghiale, che poi compresi era Mamma cinghialotti, 4 cuccioli saltellanti la raggiunsero e lei prontissima distolse lo sguardo da Aiko, e li raggiunse.

Credo che in quel momento nacque una pseudo amicizia, Aiko di fronte ai cuccioli rinfoderò subito gli artigli e mamma cinghiale, potrei sbagliarmi visto il freddo e la sera che stava calando, ma fece un breve sorriso…o forse sfoderava anche lei l’artiglieria, ma la truppa batté in ritirata.

A quel punto schizzai fuori dall’acqua e andai subito ad avvolgermi nella coperta intorno al fuoco, con rinnovata allegria di Aiko che subito contribui a scaldarmi.

riflessioni di fine giornata

La sera è giunta, abbiamo cenato anche oggi e ora aggiornando il diario di viaggio dopo aver scampato un possibile attacco, mi rendo anche conto che siamo davvero io e Aiko, anche se incontriamo gente nel cammino, lui è la mia guida, il mio migliore amico, la mia anima gemella.

Domani ripartiamo, andiamo ancora verso nord, ho bisogno di neve e poi devo fare rifornimenti.

Voglio trovare il freddo e ancora tanta neve, magari anche una tormenta ma insomma non oso.

Mi basta un posto dove riesca ancora a sentirmi a casa.

CONTINUA

DIARIO DI UNA VIAGGIATRICE: LA SOLITUDINE DEL VIAGGIO

 

DIARIO DI UNA VIAGGIATRICE:AIKO

DIARIO DI UNA VIAGGIATRICE:AIKO
Spread the love

INTRODUZIONE

Questi racconti , intitolati “Diario di una Viaggiatrice” sono di pura fantasia.

IO sono e parlo in prima persona, ma luoghi, persone cose che trovate nel racconto sono puramente casuali.

Aiko non esiste è comunque il mio amico immaginario, cioè colui che vorrei se decidessi mai di prendere un cane.

Questo racconto oggi è per lui.

Barbara

 

UN AMICO SPECIALE

Aiko è il mio amico migliore.

Se fosse una persona sarebbe la mia persona, affidabile, tenace, dolce quanto basta, sveglio e sempre pronto a seguirmi e difendermi.

Aiko è con me da 4 anni, da quando è morta mia mamma.

L’ho trovato nel cassonetto fuori dal cimitero, appena dopo il funerale e subito senza pensare ho capito che era stata “lei” a mandarmelo, una sorta di compensazione: una vita per una vita.

Qualcuno troverà la cosa triste, qualcun altro mi ha dato della folle, ma credo fermamente che mia mamma dall’alto ha fatto in modo che Aiko arrivasse a me, e che oltre questa vita fatta di sofferenze e spesso delusioni ci aspetta qualcosa di meraviglioso a patto che in questa, riusciamo a capire chi siamo.

Comunque il protagonista oggi è lui.

Da quando siamo partiti non ha mai mostrato segni di sofferenza o mancanza di casa, il lupo solitario che c’è in lui lo possiede totalmente.

Mi seguirebbe ovunque senza lamentarsi.

Ieri ha dato prova di essere un abile cacciatore, nel bosco ha dato filo da torcere a tutti gli scoiattoli anche se poi li lasciava andare.

Verso sera invece ho assistito, con una certa paura anche a un duello testa a testa tra lui è un cinghiale.

Il malcapitato ha sentito di sicuro odore del cibo, e si sa che loro ne sono sempre in cerca e mentre io mi facevo beatamente un bagno nel lago, (sì a febbraio e si con temperature abbastanza fredde) Aiko è rimasto a guardia.

 

Appena lo ha avvertito, annusando l’aria credo si raddrizzato come farebbe un soldato, coda e orecchie tese e il suo miglior sorriso, solo che ringhiava.

Riuscivo a vedere la scena e sinceramente non volevo fare troppo rumore per non rischiare di distrarre Aiko e agitare il divini porcello, volevo vedere fino a che punto si sarebbero sfidati.

Non avevo mai sentito di un cane attaccato da un cinghiale, né di un cinghiale attaccato da un cane.

Certe cose erano per i Lupi, e il cinghiale attacca solo se ha i piccoli o sente davvero di essere in pericolo.

Comunque sembrava mezzogiorno di fuoco, anche se era sera.

Si fissavano ma restavano fermi, e Aiko non smetteva di ringhiare.

Ad un certo punto iniziavo a sentire freddo, benché amo le basse temperature stare ferma non era la cosa migliore, e pensai che questo incontro “occhi negli occhi “potesse durare anche tanto.

Ma ci pensarono 16 zampette piccole e temerarie a risolvere il tutto: un rumore dietro distolse l’attenzione del cinghiale, che poi compresi era Mamma cinghialotti, 4 cuccioli saltellanti la raggiunsero e lei prontissima distolse lo sguardo da Aiko, e li raggiunse.

Credo che in quel momento nacque una pseudo amicizia, Aiko di fronte ai cuccioli rinfoderò subito gli artigli e mamma cinghiale, potrei sbagliarmi visto il freddo e la sera che stava calando, ma fece un breve sorriso.

Oforse sfoderava anche lei l’artiglieria, ma la truppa batté in ritirata.

A quel punto schizzai fuori dall’acqua e andai subito ad avvolgermi nella coperta intorno al fuoco, con rinnovata allegria di Aiko che subito contribui a scaldarmi.

La sera è giunta, abbiamo cenato anche oggi e ora aggiornando il diario di viaggio dopo aver scampato un possibile attacco, mi rendo anche conto che siamo davvero io e Aiko, anche se incontriamo gente nel cammino, lui è la mia guida, il mio migliore amico, la mia anima gemella.

Domani ripartiamo, andiamo ancora verso nord, ho bisogno di neve e poi devo fare rifornimenti.

Voglio trovare il freddo e ancora tanta neve, magari anche una tormenta ma insomma non oso.

Mi basta un posto dove riesca ancora a sentirmi a casa.