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DALL’INVERNO ALL’INFERNO..dei motori

Bianco come la neve, deciso come una tempesta, forte come un uragano.

Lieta di presentare stasera a chi ancora non lo conosce l’admin di orso Bianco, autore di tutti gli aggiornamenti: Christian.

Oramai sono diretta verso le interviste quindi perchè non presentarvi i miei compagni di viaggi nei loro aspetti piu, diciamo, di vita sociale.

Lo conoscete come orso bianco, ama sciare, la neve, il freddo ,una predilizione per eventi estremi che lo porta a spiegare come sia stato in età più giovane( e qui se la prenderà a male) anche pilota di rally. Ma lascio parlare lui, un intervista davvero piena di emozioni.

Barbara

Classe 1983. la neve nell’anima,la velocità nel dna, due poli opposti e distanti tra loro, ma estremi..si parla di Rally, quando e perchè hai sentito di volerti comentare nelle gare??

Christan

Ho iniziato a seguire i rally all’età di 15 anni. La passione me la trasmessa Giorgio un mio compagno di classe delle superiori che oggi è uno dei miei più cari amici. Lui appassionato da tempo mi ha portato a vedere il mio primo rally era il valli ossolane. Molto affascinante all’epoca era un rally che parzialmente veniva disputato in notturna. Rimasi affascinato ad ascoltare i rumori dei motori che spezzavano il silenzio della notte e le luci delle fanaliere che illuminavano la vallata della valle Antrona.

Barbara

Il Rally è per pochi, quei pochi che comprendono che non è solo velocitàe la macchina,il pilota e la gara,ma che senza un navigatore che faccia da guida e che abbia sangue freddo la gara è solo a metà..sensazioni, dubbi e gioie di un navigatore.

Christian

Il profumo particolare della benzina, dei freni, gli appassionati, il tifo, l’ambiente e l’atmosfera mi fecero capire quanto quello, poteva e doveva essere il mio ambiente. Quello fu un momento per me speciale che mi portò ad inseguire un sogno. Il sogno di poter disputare una gara con Giorgio si fece sempre più grande. Lui sognava di correre da tempo ormai, seppur eravamo ancora molto giovani e non in età di patente iniziammo a seguire molte gare un po’ in tutta Italia. Dal San Marino, al rally di San remo (che all’epoca era tappa italiana del campionato del mondo) a tutti rally della zona. Iniziò così la mia passione che mi portò ad iniziare a fare un corso da copilota all’età di 17 anni nella frenetica attesa della patente. Eravamo una squadra, lui il pilota io il navigatore. Ricordo ancora il giugno 2009. Iscrizione al rally delle valli ossolane, gara per noi magica. Il tutto iniziò con una prova spettacolo il sabato sera a Druogno, adrenalina mista ad ansia per la nostra prima gara ci portò a commettere piccoli errori, ma che si rivelarono utili per affrontare la seconda prova, quella della crodo mozio subito dopo. Quell’anno purtroppo non terminammo la gara per via di un guasto alla macchina sulla montecrestese.

Barbara

A parte la vittoria cosa ti ha dato correre, cosa ti manca e sopratutto lo faresti ancora??

Christian

Rammarico? Un po’ ma ci servi’ per darci carica in altre gare successive con un ottimo piazzamento al rally 111minuti (3°di classe) un ottimo piazzamento al rally delle valli piacentine, e poi alla gara che forse ci ha regalato una delle soddisfazioni maggiori. Il rally ronde Città Dei Mille. Primi classificati con una Renault Clio gruppo A, macchina che può dare molte soddisfazioni e a noi le ha date. Abbiamo dato tutto quel giorno correvano contro i mostri di casa che quella strada la conoscevano a memoria. Prima dell’ultima prova speciale eravamo secondi, ed eravamo staccati di ben 4 secondi dal primo. Inizio la prova al semaforo concentrazione massima, credo quello sia uno dei momenti più belli che io ricordo. È come vivere in un altra dimensione dove nulla ti tocca del mondo esterno, sei tu lui e la macchina. Se potessi descrivere la sensazione è come se si entrasse in uno stato di trans dove ci si trova in totale simbiosi con la vettura, le curve, il pilota e il tempo. Bhe alla fine della PS avevamo vinto. Felicità alle stelle e consapevolezza di aver le capacità per essere grandi. Molti pensano che il navigatore in una gara di rally sia solo una figura secondaria, ma non è così. Un vero pilota si affida totalmente a lui, pensate che un copilota vede a malapena la strada, forse è tra i due quello che entra in totale simbiosi con la vettura perché ascolta, sente, senza bisogno di vedere sa dove si trova e sente quello che sta facendo il pilota. Il pilota si affida a lui sempre in ogni curva, si deve fidare pilota e navigatore sono una squadra perfetta, che crea un legame unico di fiducia estrema. Ad oggi le troppe spese mi hanno costretto ad abbandonare le gare. Chissà se un giorno mi ricapiterà di correre vorrei riprovare certe emozioni che ad oggi mi mancano come non mai..

bene ringrazio il nostro Orso, un dipinto di vita privata che si avvicina anche a quella del freddo…stare dietro ad una tempesta di neve o un temporale, scatena adrenalina in chi ama il freddo.

Ba