lunedì, Febbraio 26, 2024
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Coldiretti: il cambiamento climatico dimezza la produzione di miele in Italia

Il cambiamento climatico sta avendo un impatto devastante sulla produzione mondiale di miele, con effetti particolarmente gravi in Italia. Secondo le stime di Coldiretti, nel 2023 la produzione nazionale di miele è stata dimezzata rispetto all’anno precedente, con cali ancora più marcati in alcune varietà come l’acacia, la sulla e gli agrumi. Questa drastica riduzione, che porta la produzione a soli 15 milioni di chili, rappresenta uno dei raccolti più scarsi del decennio, un risultato diretto degli eventi climatici estremi e della progressiva tropicalizzazione del clima.

La situazione in Italia è emblematica di una crisi globale. Le perdite di produzione si estendono da Nord a Sud, interessando regioni come il Veneto, la Puglia, la Lombardia, la Calabria, la Toscana e l’Abruzzo. Le raccolte di primavera, tradizionalmente le più abbondanti, sono state le più colpite. Nonostante una leggera ripresa osservata a partire dalla seconda metà di giugno, il caldo estremo di luglio, soprattutto nel Sud e nelle Isole, ha avuto effetti devastanti sui raccolti estivi e causato il collasso di numerosi alveari. Temperature superiori ai 40 gradi hanno creato problemi di termoregolazione negli alveari, portando talvolta alla morte di intere colonie.

Ma il clima non è l’unico nemico dei produttori di miele. L’esplosione dei costi operativi, che vanno dai vasetti di vetro alle etichette, dai cartoni al gasolio, ha ulteriormente aggravato la situazione.

Produzione di miele e cambiamenti climatici: quali sono i rischi

In molti casi, i produttori sono stati costretti a nutrire artificialmente le api per salvarle dalla morte per fame, a causa del crollo della produzione di miele e polline.

Un altro fattore che incide sulla crisi del settore è l’aumento delle importazioni di miele dall’estero. Nei primi sette mesi del 2023, l’Italia ha importato 13,6 milioni di chili di miele, superando la metà della produzione nazionale dell’anno precedente. Queste importazioni, spesso di qualità inferiore, rappresentano una minaccia per i produttori locali e per i consumatori che cercano prodotti di alta qualità.

Per contrastare questa tendenza, Coldiretti suggerisce ai consumatori di verificare attentamente l’origine del miele sull’etichetta o di acquistarlo direttamente dai produttori locali, nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Questo non solo garantisce la qualità del prodotto, ma sostiene anche l’economia locale e i piccoli produttori che stanno lottando per sopravvivere in un contesto sempre più difficile.

In conclusione, il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova il settore apistico, con ripercussioni che vanno ben oltre i confini nazionali. La situazione richiede un’azione immediata e coordinata per salvaguardare non solo l’industria del miele, ma anche gli ecosistemi che dipendono dalle api per la pollinazione. La crisi del miele è un campanello d’allarme che ci ricorda quanto sia urgente affrontare il cambiamento climatico a livello globale.

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