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CI VORREBBE LA NEVE

NON è UN ARTICOLO COME I SOLITI CHE SCRIVO.

E’ una preghiera, uno sfogo silenzioso per quello che è successo, che a noi qui ci ha toccato davvero da vicino.

La nostra montagna, la montagna dove da bambina a scuola ci portavano a fare le escursioni, dove  quando nevica la prima web cam che guardiamo è quella sul Mottarone, la montagna delle antenne tv, la montagan che sovrasta il algo Maggiore.

Riesco solo a pensare a come scusarmi con un bambino venuto qui in visita e che magari per la prima volta ha preso la funivia, e la sua vita è stata letteralmente appesa a un filo.

Nessuna parola mai riuscirà a cancellare il dolore che ci ha travolti, perchè tutti noi potevamo essere li quella domenica.

Quella maledetta domenica

per Eitan

Caro Eitan,

Ti chiedo scusa.

Non so se leggerai mai questa lettera, ma nel caso ti chiedo scusa.

Sei venuto nel mio mondo, un mondo che vivo ogni giorno e che amo e per mano di persone che non riesco nemmeno a definire la tua vita è distrutta.

Sono certa si, che ora riceverai tanto tanto amore, e chi si occuperà di te ti darà bene e ti farà crescere forte.

Ne sono certa.

Cosi come sono certa che sei destinato a qualcosa di grande, e che questo immenso dolore un giorno tu riuscirai pesino a spiegarcelo.

Credimi se ti dico che io, ma tutti noi che viviamo qui stiamo davvero soffrendo, increduli ancora per quanto accaduto, arrabbiati, e allo stesso modo impotenti.

MA ti chiedo scusa, perché non siamo come quegli esseri che hanno disposto della tua e delle altre vite, come se non avessero valore.

Credimi se ti dico che la montagna che ora tutto il mondo conosce per questa disgrazia e non per il suo valore reale, credimi è davvero un posto meraviglioso.

Ora contaminato e straziato da questo, ma credimi la montagna piange.

Ti chiedo scusa per tutto questo, a 5 anni un bambino dovrebbe solo vedere meraviglie, sporcarsi la maglia con il gelato, e sbucciarsi le ginocchia.

E tu invece hai già un peso enorme addosso, e non so davvero non so come alleggerirlo.

Nessuna parola, nessun abbraccio, nessuna lacrima ti restituirà la tua vita, i tuoi genitori, né a te ne alle altre vittime.

Credimi se ti dico che ognuno di noi piange per te e per loro.

Non so davvero ancora spiegare tutto questo, perché non c’è nessuna scusa che possa giustificare.

Prego solo perché questi esseri e tanti purtroppo come loro paghino per le vite che hanno spezzato.

E non perdono, assolutamente non lo farò mai non sono così “grande” da riuscire a perdonare una cosa come questa.

Ma mi sento in dovere di chiederti scusa per tutto quello che ti è stato strappato, in un giorno di sole, in un giorno dove tutti celebravano la libertà.

Non posso fare altro non ho il potere di sistemare le cose e non riesco a dirti andrà tutto bene, perché ti hanno privato delle uniche persone sulle quali potevi davvero contare.

Caro Eitan, dal cuore ti chiedo scusa e dal cuore spero davvero tu possa davvero vivere lo stesso una vita piena d’amore.

Mi verrebbe da dirti che ci vorrebbe la neve, si lei riesce sempre a lenire dolori e sconfitte e forse, dico forse se invece di un prato ci fossero stati metri di neve, forse ora saremmo solo arrabbiati ma tutti voi sareste ancora qui….

Non so penso questo, la neve in qualche modo salva la vita.

Vorrei davvero poterti guardare negli occhi e dirti, che l’umanità non fa tutta cosi schifo.

Ma ora davvero tutto è difficile, spero davvero dal cuore che il tuo risveglio fino al giorno in cui ti racconteranno la verità sia contornato da tanto amore, l’unica cosa che ancora puo’ salvarci.

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