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C’ERA UNA VOLTA L’INVERNO

C’ERA UNA VOLTA L’INVERNO

Come tutte le favole che iniziano cosi.

Ma stavolta è vero.

Oggi 27 novembre 2020 io ancora l’inverno non lo sento.

Poco poco di Autunno perchè la mattina e la sera l’aria si tinge di freso.

Ma a onor del vero non ho visto ancora la stagione partire, e tra poco ci sarà il solstizio.

Poco male i tempi che corrono in fondo parlano chiaro, il mondo è nel caos: perchè non dovrebbe risentirne anche il tempo?

 

Ci aspettano a parere mio mesi e mesi davvero difficili, con improvvise alluvioni, e giornate di sole.

In fin dei conti questa è l’era della luce, non a casa il Sole è ad oltranza da parecchio tempo.

Le mie non sono certo previsioni, ma più un sentire.

Tempo, astri e modalità di vita hanno sconvolto un sistema naturaole per cui ora le stagioni non hanno collocazione.

Assistiamo a tempeste violente, e terremoti  ad alluvioni incontenibili e sopratutto alla presenza del caldo, costante.

IO non faccio previsioni, la mia è piuttosto una visione globale di come stanno andando le cose.

Il fatto che la neve tarda ad arrivare da noi al nord abituati ad inverni rigidi è un segnale, chiaro.

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AMO LA NEVE E L’INVERNO, LO SANNO TUTTI.

MA QUEST’ANNO NON LA SENTO, CREDO CHE AVRà DIFFICOLTà AD ARRIVARE PERCHè COME DICO SEMPRE LEI ARRIVA QUANDO DEVE.

e CREDO DAVVERO che per un po’ ci salterà.

La sento quando arriva, ne sento il profumo e giorni prima mi precede uyna gioia e una calma…ma ad oggi nulla.

Credo che sia anche abbastanza stanca di questo mondo dove non si f altro che vivere di maschere, e non di mascherine.

C’Era una volta l’inverno, quello lento e freddo.

Quello delle 16 del pomeriggio che già era buio, e un thè caldo o una cioccolata non bastavano a riscaldarti.

C’era una volta il vento gelido della notte che squoteva gli alberi e staccava le ultime

foglie del fratello autunno, che felice e orgolgioso andava a dormire lasciando al fratello maggiore ,

Il Generale inverno appunto il compito di farci abbracciare per restare caldi.

C’era una volta il tempo in cui intorno al fuoco si ricordavano le storie, e si aspettava l aneve, si cuocevano le castagne e la polenta.

C’era una volta un tempo dove le stagioni si rispettavano,

ma come possiamo pretendere ora che sia ancora cosi’ se per primi non sappiamo rispettare noi stessi, il mondo che ci ospita e la vita stessa.

Non so se torneranno quei momenti, non lo so .

Ad oggi non lo sento più il mio amato inverno, anche se non smetto di aspettarlo e lo cerco in ogni dove, in ogni luogo sui laghi nei monti.

Lo cerco dentro uno scatto o in unq canzone.

Lo aspetto sempre perchè anche se ora è lontano e magari arrabbiato, io non ho smesso di credere che mi farà sognare ancora.