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CARO BABBO NATALE,VOGLIO L’INVERNO

Caro Babbo Natale,

l’anno scorso non ti ho scritto e nell’arco di questi anni le mie richieste sono state molteplici,e tu hai sempre esaudito magari non nei tempi, ma lo hai fatto.

Per questo credo che potrai esaudire anche quaesta richiesta.

voglio l’inverno

Voglio, e non vorrei, voglio l’inverno anzi lo rivoglio. Rivoglio le mattine freddissime, quelle dove la brina blocca le serrature e disegna nuvole di ghiaccio alle finestre. Voglio vedere mentre esco gli alberi paralizzati dal freddo della notte, e i ghiaccioli pendere dalle foglie.

Voglio l’inverno che alle 4 del pomeriggio manda a dormire il sole, e accende le lanterne della città, voglio vedere la gente avvolta nelle sciarpe e coperta da cappelli e guanti di lana, ma che passeggia e sorride incurante dell’aria che gli arrossa il naso.

Voglio passeggiare per i borghi e guardare dentro nei bar,la gente intorno al tavolo con la cioccolata in mano, i bambini sporchi con il segno dei baffi, e sentire profumo di arancio e cannella.

Voglio alzare gli occhi e vedere i comugnoli sui tetti danzare per il fuoco dei camini,sentire il profumo della neve quando sta per arrivare, e affacciarmi alla finestra senza staccare lo sguardo dal lampione e scorgere il primo fiocco.

voglio la neve

Voglio l’inverno di una volta, quello che da calore quello che ti fa tornare bambino dopo una nevicata copiosa, quello che ti spinge a leggere i racconti di Natale avvolto dalle coperte della nonna, quello che le domeniche le passi a mangiare la polenta e lo spezzatino, a giocare a tombola,e poi esci per una passeggiata al freddo.

Caro Babbo Natale, non voglio altro. So che puoi, magari un inversione di rotta o accellerare

il processo della Natura nella sua trasformazione, ma so che tutto torna e puo’ tornare anche l’inverno, quello che tanto amo.

In cambio, se puo servire lascero’ che l’estate faccia il suo corso…come sempre

Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l’ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.