sabato, Giugno 22, 2024
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Bradisismo ai Campi Flegrei: una minaccia silente

Le terre ai piedi del Vesuvio non sono estranee alle minacce della natura, ma non è solo il famigerato vulcano a preoccupare gli abitanti della regione di Napoli. Il fenomeno noto come “bradisismo”, che caratterizza i Campi Flegrei, rappresenta un rischio tangibile e imminente per le popolazioni locali.

Un recente seminario svoltosi a Napoli ha messo in luce l’urgente necessità di un’azione coordinata in risposta a questo rischio. La proposta principale? Una significativa riduzione della popolazione residente nella cosiddetta “zona rossa”, ovvero l’area più direttamente a rischio. Si stima che circa 600.000 persone vivano attualmente in questa zona.

Le preoccupazioni legate all’evacuazione sono accentuate dalla storia. In passato, due tentativi di evacuazione (1970 e 1984) sono stati classificati come “falsi allarmi”, dimostrando la complessità di prevedere accuratamente il comportamento vulcanico in questa regione. Antonio Coviello, un economista di spicco coinvolto nel progetto, sottolinea che una soluzione pratica al problema sarebbe quella di ridurre la popolazione della zona rossa e adottare un piano di evacuazione progressiva.

La sfida principale, tuttavia, non è solo l’eruzione potenziale. Il vero e imminente pericolo per l’area Flegrea è la sismicità. L’aumento della pressione interna nel sistema vulcanico sta causando un sollevamento continuo del suolo, risultando in un aumento sia nella frequenza che nella magnitudo dei terremoti. Questo sollevamento del suolo è un segnale inquietante del bradisismo in azione.

Il bradisismo rende importante iniziare a parlare di evacuazioni

Giuseppe De Natale, uno dei principali vulcanologi europei, ritiene che la soluzione più efficace sia l’evacuazione temporanea degli edifici situati entro 1-1,5 km dall’area di Solfatara-Agnano. Questa è la zona dove si verificano i terremoti più intensi. Tale evacuazione permetterebbe di valutare l’integrità strutturale degli edifici e la loro capacità di resistere a ulteriori scosse.

Il costo di un’evacuazione non pianificata, come evidenziato da Coviello, sarebbe economicamente insostenibile. Si stima che costerebbe oltre 30 miliardi di euro. Quindi, la necessità di un piano di evacuazione ben ponderato e graduale non è solo una questione di sicurezza, ma anche una questione economica.

Concludendo, il bradisismo ai Campi Flegrei rappresenta una minaccia silente, ma potenzialmente devastante. La regione ha bisogno di una risposta rapida e ben coordinata. L’elaborazione e l’attuazione di un piano di evacuazione adeguato potrebbero fare la differenza tra un’evacuazione ordinata e un disastro di proporzioni inimmaginabili. Come sempre, la prevenzione e la pianificazione sono la chiave.

Mentre il mondo guarda al Vesuvio, la minaccia sottostante dei Campi Flegrei potrebbe sorprenderci se non agiamo ora. La comunità scientifica e i decisori politici devono collaborare strettamente per assicurarsi che le proposte emergenti dal seminario di Napoli vengano attuate senza indugi. Ogni ritardo potrebbe portare a conseguenze irreparabili. La regione dei Campi Flegrei, con la sua ricca storia e cultura, merita un’attenzione e una protezione particolari per garantire un futuro sicuro ai suoi abitanti.

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