VIAGGIO AL CENTRO DELL’ANIMA

VIAGGIO AL CENTRO DELL’ANIMA
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Avete mai compiuto un viaggio dentro di voi?

Si un biglietto di sola andata, dove il ritorno non è assicurato.

Perchè? perchè per poter apprezzare il meglio della vita fuori bisogna prima conoscere il meglio(e il peggio) di quello che abbiamo dentro.

Il viaggio dentro la nostra anima, scendere fino agli abissi profondi fino a tornare bambini, quando ci si emozionava per i pastelli nuovi, o perchè arrivava il Natale.

Conoscere anche le ferite che per il troppo dolore abbiamo chiuso in un cassetto.

Apriamo il cassetto e diamoci il diritto di sentire il dolore, le lacrime la delusione.

Solo cosi costruiremo quello strato di forza che poi ci aiuterà nella vita fuori.

Viaggiare dentro le note stonate di noi, è come attraversare l’estate, per me dico che amo le stagioni dell’Autnno e dell’Inverno.

In estate non vivo appieno, si spegne la fantasia e la passione che ho per le mie cose: leggere, scrivere, studiare.

Cioè le faccio comunque ma con meno enfasi, esco meno, dormo meno.

In Inverno invece sono più viva, in sintonia con le giornate fredde e malinconiche che poi a me personalmente danno gioia.

Nelle stagioni che vanno da Ottobre a Febbraio concentro tutto quello che voglio e ho bisogno di fare, perchè c’è un energia differente.

Oggi per esempio piove, cielo carico di nuvole grige pioggia a tratti battente, a tratti goccioline lievi.

Silenzio in giro, le persone non escono e l’aria sa di grigio e castagne.

Ecco sono le giornate giuste per restare con se stessi per cercare quelle emozioni che non ascoltiamo mai e dargli spazio.

Il viaggio inizia li, dentro un sentiero dove piove sempre e ci sono pozzanghere dove l’aria è fredda e cè poca luce.

Il viaggio dentro di noi, ha i colori delle giornate uggiose ma non è detto che sia brutto o triste.

Anche la pioggia per quanto malinconica porta leggerezza e calma, cosi da essere ascoltata e non ignorata: si impara cosi ad amare anche quello che ci insegnano sia il brutto tempo.

Non esiste un tempo bello o brutto, ma esiste la sensazione che di esso siamo pronti ad accogliere.

Cosi come dentro di noi, emozioni e situazioni represse per paura di soffrire non faranno altro che fermentare e ingigantirne il peso che poi, immancabile ci trasciniamo.

Immaginate un cielo carico di nuvole, vento forte e lampi, ma in assenza di pioggia e tuoni il temporale non si scaricherà, lasciando cosi a metà una situazione e ingrandendosi per poi esplodere in un fragore che creera’ disagi.

Ecco le ferite dell’anima, se non accolte e ascoltate prima o poi esploderanno.

Ma sappiamo tutti che dopo il temporale, c’è l’arcobaleno.

lasciate che gli equilibri si rompano e impegnatevi per riaggiustarli.

Forse non torneranno come prima, e sarà un bene ma gli darete nuova linfa e un posto migliore dove coabitare.