lunedì, Febbraio 26, 2024
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Allarme rosso in Europa: un quinto degli animali sarebbe a rischio estinzione

Rischio estinzione sempre più concreto? L’Europa, un continente ricco di diversità naturali, sta affrontando una crisi ambientale senza precedenti. Un recente studio del progetto MaGICLandscapes, guidato dall’Enea, ha gettato luce su una realtà allarmante: il 60% dei 100 milioni di ettari che si estendono tra Italia, Austria, Germania, Repubblica Ceca e Polonia è caratterizzato da ecosistemi naturali e semi-naturali, mentre il restante 40% ha visto la completa eradicazione di questi ecosistemi a causa dell’urbanizzazione e dello sfruttamento intensivo del territorio.

La situazione della biodiversità in Europa è critica. Secondo uno studio pubblicato su PLOS One, il 19,4% delle specie europee è a rischio estinzione. Questa percentuale, che include il 27% delle piante, il 24% degli invertebrati e il 18% dei vertebrati, è significativamente più alta rispetto a precedenti stime, come quelle dell’IPBES delle Nazioni Unite. La ricerca, condotta da Axel Hochkirch del Musée National d’Histoire Naturelle del Lussemburgo, ha analizzato 14.669 specie, coprendo circa il 10% della flora e fauna del continente.

Questi dati non sono solo numeri freddi; rappresentano una realtà in cui il regno vegetale è il più colpito, seguito da invertebrati e vertebrati. Questo squilibrio riflette una tendenza a concentrare gli sforzi di conservazione sugli animali, trascurando le piante. Inoltre, le stime di Hochkirch suggeriscono che il numero di specie di insetti a rischio estinzione potrebbe essere il doppio di quanto precedentemente creduto.

Le ragioni dietro questa crisi sono molteplici e ben note: cambiamenti climatici, inquinamento, urbanizzazione e la trasformazione degli habitat naturali in terreni agricoli.

Rischio estinzione di massa: ecco possibili strategie per evitarla

Questi fattori stanno accelerando l’estinzione di massa, nonostante le sporadiche notizie di specie ritenute estinte che si rivelano ancora esistenti, come il celacanto o il mosco del Kashmir. Tuttavia, questi casi sono eccezioni in un panorama altrimenti desolante.

Questo scenario richiede una riflessione profonda e un’azione immediata. La conservazione della biodiversità non può più essere un pensiero secondario; deve diventare una priorità nelle politiche ambientali. La salvaguardia delle specie in pericolo, soprattutto quelle meno “popolari” come le piante e gli invertebrati, è fondamentale per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi. La sfida è grande, ma necessaria per preservare la ricchezza naturale del continente europeo per le generazioni future. La lotta per la sopravvivenza delle specie europee è una corsa contro il tempo, e il momento di agire è adesso.

Per affrontare efficacemente la crisi della biodiversità in Europa, è essenziale adottare un approccio integrato che tenga conto di tutti gli aspetti dell’ecosistema. Questo significa non solo proteggere le specie a rischio, ma anche preservare e ripristinare gli habitat naturali. La rete di aree protette, come i parchi nazionali e le riserve naturali, deve essere ampliata e collegata per permettere una maggiore mobilità delle specie e il mantenimento della diversità genetica.

Inoltre, è fondamentale coinvolgere le comunità locali nella conservazione della biodiversità. La sensibilizzazione e l’educazione ambientale possono giocare un ruolo cruciale nel cambiare le abitudini e promuovere pratiche sostenibili. La collaborazione tra governi, organizzazioni ambientali, scienziati e cittadini è la chiave per creare un futuro in cui l’uomo e la natura possano coesistere in armonia.

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