ABRUZZO

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NEL RICORDARE LA DATA DI QUEL TERRIBILE GIORNO RENDIAMO OMAGGIO A UNA DELLE REGIONI PIU’ BELLE D’ITALIA

L’Abruzzo è una regione italiana che si trova a est di Roma, tra l’Adriatico e gli Appennini. L’entroterra è costituito per la gran parte da parchi nazionali e riserve naturali. La regione comprende anche paesini medievali e rinascimentali abbarbicati sulle colline. Il capoluogo di regione, L’Aquila, è una città cinta da mura, danneggiata dal terremoto del 2009. La Costa dei Trabocchi, con calette di sabbia, prende il nome dai tradizionali pontili per la pesca.

Nel 2017 i cinque nuclei di faggete vetuste ricadenti in una superficie di 937 ettari inclusa tra i comuni di Lecce nei Marsi (Selva Moricento), Opi (Cacciagrande e Valle Jancino in Val Fondillo), Pescasseroli (Coppo del Principe e Coppo del Morto) e Villavallelonga (Val Cervara), databili intorno ai 600 anni, sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell’umanità unitamente alle foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa. Si tratta del primo riconoscimento UNESCO per l’intera regione abruzzese

L’AQUILA

fondata nel 1254, secondo la leggenda riportata da Buccio di Ranallo (mentre secondo le fonti storiche nel 1230 circa da Federico II di Svevia[108]), fu costruita con la ripartizione in quattro Rioni principali (San Giorgio, Santa Maria, San Pietro e San Giovanni d’Amiterno), in un’area diversa dalla romana Amiternum. Fu città santa nel 1288 con la costruzione della Basilica di Santa Maria di Collemaggio (l’esempio più classico di stile romanico in Abruzzo per volere di Pietro da Morrone (Celestino V), e nel 1444 vi fu costruita la Basilica di San Bernardino, in onore del santo senese. La città fino alla dominazione spagnola, poi borbonica del XVI secolo, rimase sempre fedele al casato d’Angiò, e per questo entrò nella guerra dell’Aquila del 1423, assediata da Braccio da Montone, che dapprima distrusse i castelli fondatori della città, e successivamente bloccò la città dentro le mura. Nel ‘500 fu amministrata da Margherita d’Austria che favorì lo sviluppo culturale delle arti, e successivamente dagli spagnoli, che costruirono la Fortezza. Nel 1703 fu colpita da un grave terremoto, che cambiò profondamente l’aspetto urbano, nonché i colori dello stemma cittadino, le cui cromature rosse e bianche furono portate al nero e al verde dagli aquilani, come simbolo di tragedia e speranza.


La città ancora oggi è ben conservata nel tessuto medievale, con il centro storico racchiuso dalle mura medievali con le relative porte di accesso, ed ospita i simbolici monumenti del forte spagnolo alle porte della città, le basiliche di Collemaggio e San Bernardino, la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, la chiesa di Santa Giusta, la Fontana Luminosa e la Fontana delle 99 cannelle. Numerosi anche i palazzi storici, costruiti dopo il terremoto dell’Aquila del 1703, come il Palazzo Margherita, il Palazzo Ardinghelli e il Palazzo Cappelli.