A UN PASSO DAL CIELO

A UN PASSO DAL CIELO
METEOORSOBIANCO

Oggi racconto di una mia amica carissima che a descriverla non basterebbe un giorno.

Un pezzetto di donna che sprizza vita in ogni cosa che fa, si chiama Barbara come me e siamo coscritte simili sotto certi aspetti e unite entrambe da dolori comuni.

Dolori che lei racconterà in questa intervista ha trsformato in energia e sogni.

INTERVISTA

IO:

Chi ti ha trasmesso l’amore che hai per la montagna

BARBARA:

L’amore per la montagna non è nato dalla montagna nel vero senso della parola ma bensì è stata una conseguenza.

Nel 2015 mi è capitata la cosa più brutta che nella vita può accadere. La scomparsa di mia madre.

: Questa cosa mi ha cambiata radicalmente e dentro di me come una molla è scattata l’idea di scaricare questo mio malessere camminando e ho cominciato a fare percorsi. Lunghi. Corti. A qualsiasi temperatura o meteo l’importante per me era “camminare”. In effetti mi sono preparata psicologicamente per fare il cammino di Santiago che tra l’altro ho ripetuto per due anni consecutivi

E qui. Entra in gioco la montagna perché tornata dai cammini. La voglia di salire di ascendere come si dice cominciava davvero ad entrare in me

IO:

. Perché ci vai ogni momento libero

BARBARA:

Nella ma zona è facile poiché siamo circondati da montagne. Di qualsiasi quota si voglia

E la metà è li. Vuoi il cartello. Vuoi il famoso crocefisso…ma sentivo l’esigenza di salire sempre più in alto. Perché è in alto che sto bene che ritrovo la mia dimensione la mia pace interiore

Quindi ho cominciato una preparazione fisica e mentale per raggiungere mete che a volte mi sembravano impossibili.

IO:

Hai provato ad arrivare alla capanna Margherita. Una bella sfida …ma a pochi metri ti sei arresa …ma non e questo il punto voglio sensazioni mentre camminavi. Cosa ti ha colpito…cosa non dimentichi

 

BARBARA:

Ad un certo punto con un mio collega ci siamo detti. Proviamo il tetto dell’Europa …e se non ce la faremo sappiamo di averci messo l’impegno.

L’11 luglio 2020 siamo partiti da VB in quattro tra cui anche mio marito che spesso mi accompagna nelle mie avventure

Abbiamo passato la notte alla Gnifetti che è stata raggiunta da tutti con estrema calma e spensieratezza

: Ma purtroppo durante la notte mi sono subentrati quei fastidi femminili che io non avevo assolutamente messo in conto. Quindi anche per l’altitudine mi sono trovata con una forte emicrania e spossatezza.

Ma non mi sono arresa volevi raggiungere quella vetta. Volevo farcela ma dovevo fare anche i conti con i 4600 MT e con i compagni di cordata due dei quali non mi hanno abbandonata …quindi arrivati in tre alla base degli ultimi 100 MT. Io ero completamente in ipossia… perciò la soluzione migliore era girarsi e tornare indietro

Come l’ho vissuta?? Rimpianti?!no

Io dico sempre che sto bene perché non penso al fatto che non ho raggiunto i 4600. Ma penso che per la prima volta nella mia vita ho raggiunto i quasi 4500

Lo rifarò non mi sono arresa. E so che sarà stupendo…per me una vittoria anche se prima mi aspetta il Cristo delle vette.

E io la penso come te hai raggiunto i 4500 e sei stata una grande.

Eccola nelle sue parole e nella sua essenza nuda e cruda.

Anima e cuore racchiusi in una persona che trova pace nelle sue montagne.

E dove altrimenti?