1993 PIENA STORICA DEL LAGO MAGGIORE

1993 PIENA STORICA DEL LAGO MAGGIORE
METEOORSOBIANCO

 

Leggo in giro di un possibile meteoterrorismo,nel senso che qualcuno volutamente provoca i disatri a cui stiamo assistendo in questi giorni.

Personalmente mi rifiuto di dare voce a questo,vorrebbe dire che per il genere umano non vi è più nessuna possibilità.

Quello che di sicuro rende tutto eclatante è che sono tutti vicini,uno dietro l’altro, il che  spaventa, sia per la forza con cui devasta sia per le vittime che lascia indietro.

Crollano ponti, intere città sotto la’ssedio dell’acqua, la terra trema, venti fortissimi che abbattono alberi secolari.

Lo scenario letto cosi è apocalittico, ammetto che puo’ spaventare e di sicuro non è da sottovalutare.

Ma, per quanto la mia memoria consenta ricordo tanti disastri, negli anni indietro che forse vengono emarginati perchè casi singoli.

Vivo a Verbania sul Lago Maggiore, e da che andavo a scuola e parlo di elementari ricordo le piene del lago.

Alcune brutte, ricordo di giorni e giorni di pioggia incessante sopratutto nei periodi di Marzo e Ottobre, e ricordo il racconto di due fratelli travolti dalla furia del fiume, per uno di loro purtroppo non vi è stato ritorno a casa.

Ricordo che la piena arrivava di notte e che tutti erano sempre in allerta,durante il giorno grande movimento di  Vigili del Fuoco e Protezione cibile che si prodigavano per arginare i danni.

A Pallanza dove ho vissuto io per tanto tempo, quando arrivava la piena venivano allestite delle passerelle, per permettere a chi come me viveva nei vicoli storici di uscire di casa.

SEntivo l’acqua sbattere sulla porta di casa quando la piena raggiungeva il massimo, e al mattino sotto le passerelle che sfioravano di poco il soffitto dei portici, si vedevano le paerelle e i pesci.

La più grande esondazione 1993, la piena è stata forte , giorni e giorni di pioggia battente e incessante, divieto di muoversi se non per casi eccezionali.

A Intra l’acqua raggiunse per la prima volta la piazza principale e per giorni non fu possibile la circolazione dei mezzi.

Mentre a Pallanza il livello dell’acqua raggiunse il Palazzo del Comune.

 

una macchina parcheggiata dalla sera prima sul lungo lago di Pallanza 1993
La freccia indica il livello raggiunto dalla piena Palazzo del Comune a Pallanza 1993

Ve ne fu un altra che si ricorda bene nel 2014.

L’esondazione del lago Maggiore a Pallanza, 12 novembre 2014
(Andrea Negro / LaPresse)

Da non dimenticare anche 25 agosto 2012, una tromba d’aria improvvisa nel tardo pomeriggio devasta la zona di Verbania, sommergendo le piazze di acqua,  in quell’orario si svolgeva il mercato del Sabato uno dei più rinomati da noi. Nel giro di 15 minuti cielo nero, pioggia e grandine e venti fortissimi che sradicano letteralmente alberi secolari. Villa Taranto uno dei giardini botanici più famosi d’Europa in ginocchio, centinaia di esemplari in piedi da più di cento anni ridotti a rami da bruciare nel camine. Il giorno dopo un sole stupefacente, e in giro le strade sommerse da alberi, nessuna vittima,ma a guardare quegli scenari da apocalisse subito si pensa a una strage evitata.

Un intero porto costruito da poco spazzato via, chi la ricorda descrive all’improvviso buio totale sentivano i vetri dei negozi e dei bar dove si trovavano tremare, solo nelle ore successive si veniva a sapere di una tromba d’aria,fino a quel momento tutto era passato per la testa, ma di sicuro non verrà dimenticato.

Alberi strappati al cemento dalla forza del vento

Ora i disastri sono sempre avvenuti, e purtroppo e sottolineo anche con gravi danni e vittime, basta leggere in queste ore la cronaca.

Ma proprio questa ultima immagine,alberi soffocati dal cemento, non vi fa pensare?

A me si.

Barbara